15 novembre 2019
Aggiornato 00:30
Tim finanzia l'arte come Tod's e Eataly

Per la gioia di Raggi, Tim regala 6 mln di euro per la rinascita del Mausoleo di Augusto

Il Mausoleo di Augusto, uno dei monumenti più importanti della storia dell'antichità, sarà pienamente recuperato e restituito a cittadini e turisti nell'arco di due anni grazie al finanziamento di Tim

ROMA - Il Mausoleo di Augusto, uno dei monumenti più importanti della storia dell'antichità, sarà pienamente recuperato e restituito a cittadini e turisti nell'arco di due anni. Questo grazie alla collaborazione tra il comune di Roma e la Fondazione Tim che ha destinato al progetto di restauro 6 milioni di euro. I lavori già partiti ad ottobre scorso termineranno nell'aprile del 2019.

Raggi fa il punto
A fare il punto del progetto con l'avvio del secondo lotto di lavori ad aprile, sono stati la sindaca di Roma, Virginia Raggi, insieme al sovraintendente capitolino ai Beni culturali, Claudio Parisi Presicce, e al presidente di Tim e Fondazione Tim, Giuseppe Recchi, che ha spiegato perché il gruppo ha deciso di investire nel recupero del monumento. "Vorremmo essere iniziatori di una modalità virtuosa di collaborazione tra pubblico e privato. L'Italia ha nei beni artistici il suo tesoro più importante non solo da un punto di vista storico ma anche di business. Riuscire a trovare una modalità di cooperazione che finalmente libera un monumento come questo, che a Roma sarà secondo per importanza solo al Colosseo, è una cosa che ci rende orgogliosi".

Un'opera maestosa arricchita di art-entertainment
Un'opera imponente, più grande di Castel Sant'Angelo con il recupero ben 13mila mq di murature e che "dialogherà" con la vicina Ara Pacis. Oltre al restauro del sepolcro dinastico di Augusto voluto per celebrare la sua vittoria su Antonio ad Azio nel 31 avanti Cristo, in una battaglia spartiacque per la storia antica, grazie a Fondazione Tim sarà anche realizzata un'esperienza di visita multimediale al Mausoleo. "Sempre più l'arte può essere spettacolo. Si parla di art-entertainment. Riusciamo - ha spiegato Recchi - con le nuove tecnologie a spettacolizzare l'arte che non vuol dire stravolgerne il suo più profondo significato ma vuol dire renderla fruibile a qualunque tipo di pubblico e così facendo avvicinare il pubblico al patrimonio artistico del nostro paese".