Economia | Decreto dignità

Cosa prevede il decreto dignità di Di Maio

12 articoli per il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri su proposta del ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio

Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio
Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

ROMA - Stretta sui contratti a termine, misure contro la delocalizzazione delle imprese che hanno goduto di incentivi, contrasto alla ludopatia e interventi su spesometro, redditometro e split payment. Sono i capitoli del decreto dignità composto da 12 articoli ed approvato nella serata di ieri dal Consiglio dei Ministri su proposta del ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio.

Lavoro
Il dl interviene sulle norme che regolano i contratti a termine portando la durata massima da 36 a 24 mesi e fissando l'obbligo di indicare la causale dopo i primi 12 mesi. Ridotto anche il numero di rinnovi che passano da 5 a 4. È inoltre aumentato da 120 a 180 giorni il termine entro il quale sarà possibile l'impugnazione del contratto (in una prima versione del dl erano previsti 270 giorni). Per i contratti a termine si applicherà, inoltre, un costo contributivo crescente di 0,5 punti per ogni rinnovo a partire dal secondo. Il decreto aumenta l'indennità da riconoscere al lavoratore ingiustamente licenziato portandola da un minimo di 4 ad un massimo di 24 mesi fino ad un minimo di 6 ad un massimo di 36 mesi. Per quanto riguarda lo staff leasing, è stabilito che al lavoratore da somministrare assunto a tempo determinato si dovrà applicare la disciplina del contratto di lavoro subordinato a tempo determinato.

Misure contro delocalizzazioni e licenziamenti
Il pacchetto anti-delocalizzazione prevede che le imprese italiane ed estere operanti in Italia, e che abbiano beneficiato di un aiuto di Stato, decadano dal beneficio se delocalizzano in Stati non appartenenti all'Unione Europea entro cinque anni dalla data di conclusione dell'agevolazione. Prevista anche una sanzione da due a quattro volte l'importo dell'aiuto fruito. Sanzione che non si applica però a chi sposta l'attività all'interno dell'Unione europea. Le misure anti delocalizzazione si applicano con modalità specifiche anche a chi ha beneficiato dell'iperammortamento e del credito d'imposta per ricerca e sviluppo. Stabilita poi una salvaguardia occupazionale per le imprese che beneficiano di aiuti e che non potranno ridurre il personale oltre il 10% nei cinque anni succcessivi alla data del completamento dell'investimento incentivato.

Contrasto alla ludopatia
Confermato nel testo finale il divieto di pubblicità per giochi e scommesse con vincite in denaro: la norma si applica de futuro e quindi sono fatti i salvi i contratti in essere. Sono escluse dal divieto le lotterie nazionali a estrazione differita e i loghi sul gioco sicuro e responsabile dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli.

Redditometro, spesometro e split-payment
Sul fronte fiscale arrivano una serie di interventi di portata limitata in attesa di capire quali saranno i margini in legge di bilancio. Viene rivisto il metodo di determinazione del redditometro, viene abolito lo split payment per i servizi resi dai professionisti alle pubbliche amministrazioni con ritenuta alla fonte. Riviste poi le scadenze per l'invio dei dati delle fatture: quelli del terzo trimestre del 2018 possono essere trasmessi entro il 28 febbraio 2019 mentre, in generale, per chi opta per l'invio semestrale, i termini sono fissati rispettivamente al 30 settembre del medesimo anno per il primo semestre e al 28 febbraio dell'anno successivo per il secondo semestre.