19 luglio 2019
Aggiornato 01:30
Dazi

Bruxelles va alla guerra (commerciale) con Trump: al via i dazi Ue sui prodotti made in Usa

E’ scattata a mezzanotte la ritorsione dell’Unione Europea su alcuni prodotti-icona degli Stati Uniti

Una bancarella in America vende i leggendari jeans Levi's, che ora potrebbero finire sotto dazio per entrare in Europa
Una bancarella in America vende i leggendari jeans Levi's, che ora potrebbero finire sotto dazio per entrare in Europa ANSA

BRUXELLES - E’ scattata a mezzanotte la ritorsione dell’Unione Europea su alcuni prodotti-icona degli Stati Uniti, tra cui bourbon, jeans e moto, aprendo così una guerra commerciale con il presidente Donald Trump. Le tariffe, che sono entrate in vigore oggi, secondo il bollettino ufficiale dell’UE, alimenteranno ulteriormente i nervosismi sui mercati azionari mondiali che sono già allarmati dalle tensioni commerciali tra gli Stati Uniti e la Cina. Bruxelles ha redatto la lista per la prima volta a marzo quando Trump aveva inizialmente fatto circolare la notizia dei dazi del 25% sulle importazioni di acciaio e del 10% sull’alluminio, che ha anche come bersaglio Canada, Messico e altri alleati vicini, e oggi ha imposto la raffica di dazi sui prodotti statunitensi per 2,8 miliardi di euro. La commissaria europea al commercio, Cecilia Malmstrom, ha dichiarato questa settimana che il blocco delle 28 nazioni è stato «lasciato senza altra scelta», se non quella di imporre tariffe proprie dopo la «decisione unilaterale e ingiustificata degli Stati Uniti».

Non c'è un elenco, ma...
L’elenco non indica specificamente le marche, ma il capo della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha precisato a marzo che il blocco avrebbe come obiettivo «Harley-Davidson, bourbon e jeans Levi’s». E ancora: mirtilli rossi, succo di mirtillo, succo d’arancia, mais dolce e burro di arachidi sono tra gli altri prodotti alimentari presi di mira. L’elenco colpisce anche l’abbigliamento insieme alla biancheria e alle calzature da uomo in pelle, trucchi per gli occhi e rossetti, oltre a una miriade di prodotti in acciaio. Una vera e propria mazzata, dunque, per i big a stelle e strisce, da Levi's a Nike, da All Stars a Kellog's a Harley Davidson. 

Obiettivo Cina?
«Sono molto preoccupato: se gli Stati Uniti cominciano a mettere i dazi nei confronti dei prodotti italiani, come facciamo? Se non possiamo esportare in Russia, e nemmeno negli Usa, dove allora?». Gian Marco Centinaio, ministro delle Politiche agricole, commenta così quanto sta accadendo a livello commerciale. «Servono a poco - dice il ministro - i dazi chiamano i dazi, e oggi come oggi si dovrebbero abbassare le barriere, il che non vuol dire far entrare tutto ma fare accordi seri per tutelare le produzioni e le tipicità dei Paesi. In agricoltura - continua Centinaio - ogni dazio fa morire un agricoltore». L'anno scorso si è registrato un -4% in agricoltura, dovuto anche al blocco delle esportazioni per la Russia. Soluzioni? «Con le associazioni di categoria ci siamo dati l'obiettivo di aprire sempre di più al mercato della Cina, dove il 50% della popolazione non conosce prodotti italiani, quindi le potenzialità sono enormi».