15 novembre 2019
Aggiornato 18:00
e-commerce

Così Alibaba conquisterà il mondo e ora porta il latte italiano (toscano) in Cina

Mentre Alibaba è pronto a investire 15 miliardi per creare una rete logistica globale, il latte toscano sarà venduto a cinesi grazie al commercio online

Così Alibaba conquisterà il mondo e ora porta il latte italiano (toscano) in Cina
Così Alibaba conquisterà il mondo e ora porta il latte italiano (toscano) in Cina ANSA

PECHINO - Potrebbero volerci oltre 70 anni per veder troneggiare la lussureggiante e rossa scritta ‘Alibaba’ da qualche parte nelle nostre città italiane. Magari circondata da un praticello verde come quello che circonda la sede centrale della società ad Hangzhou, in Cina. Settantadue anni sono quelli che Alibaba si è posta come obiettivo per le consegne entro 24 ore in tutto il mondo, mettendo sul piatto ben 15 miliardi di dollari per estendere le sue capacità logistiche globali nei prossimi 5 anni. Stando all’avanzata tecnologica, è auspicabile prevedere che avremo fattorini (umani o robot?) di Alibaba per le nostre strade molto prima di 72 anni.

Il latte toscano sulle tavole cinesi
Intanto, grazie al colosso cinese del commercio online, già vendiamo il nostro latte ai cinesi. E’ notizia fresca fresca, infatti, l’accordo tra Alibaba e la Centrale del Latte d’Italia che prevede la vendita e l’acquisto del nostro latte intero a lunga conservazione con marchio Mukki attraverso Tmall, la piattaforma business-to-consumer del gruppo. E così oltre 460 milioni di clienti, potranno avere il piacere di gustare il latte prodotto dallo storico gruppo toscano, nato nel 1951, grazie all’intraprendenza del neosindaco dell’epoca Giorgio La Pira che fondò, appunto, la Centrale del latte di Firenze. La svolta arriva nel 1966, quando nasce il marchio ‘Mukki’ e, come prima azienda del settore, sostituisce il confezionamento del latte in bottiglia con i più pratici e sterili brik rettangolari, un primato che negli anni a venire ispirerà molte altre imprese. I cambiamenti, accolti con entusiasmo dai consumatori, contribuiscono a una forte impennata delle vendite, consacrando così l’affermazione dell’azienda sul mercato.

Vola il titolo di Centrale del Latte
Dal quel giorno un bel po’ tempo è passato. Così, il gusto degli orientali per gli alimenti di alta qualità, ha spinto il Gruppo Centrale del Latte a ‘cedere’ al mercato milionario, fatto di e-commerce, online, e nuove tecnologie. Negli ultimi 4 anni le importazioni di latte dalla Cina sono aumentate di quasi sei volte e tra il 2015 e il 2016 del +36,5%. La notizia dell’accordo, peraltro, ha fatto decollare il titolo di Centrale del latte d’Italia a Piazza Affari: un balzo del 13,5%, a un prezzo di 4,1 euro, il doppio del +6,7% che si era già raggiunto in mattinata.

La conquista (logistica) di Alibaba
Dato l’entusiasmo è possibile che quei 72 anni si riducano molto velocemente. Del resto Alibaba mira a costruire la rete logistica più efficiente in Cina e nel mondo. Per il momento ha acquistato una partecipazione nella società logistica cinese Cainiao che esegue attualmente 57 milioni di consegne al giorno solo nel territorio cinese. Una mossa che mostra la strategia sempre più consolidata di espansione offline per la competizione online. Amazon, ad esempio, ha investito massicciamente nella tecnologia in quanto i suoi magazzini sono quasi interamente privi di lavoratori umani e i suoi piani a lungo termine citano reti di droni automatizzati che effettuano consegne in giornata. Quanto ad Alibaba dovremo aspettare per sapere su cosa intenderà investire questi 15 miliardi di dollari. Probabilmente seguirà le orme tracciate da Jeff Bezos, dando il via a una nuova battaglia.