24 gennaio 2020
Aggiornato 15:00
inquinamento

Inquinamento, lo smog uccide più di droga e alcol

Respirare queste polveri può aumentare il rischio di malattie cardiache, ictus, disturbi respiratori e tumori. Secondo la rivista Thorax dopo 30 anni dall’esposizione la mortalità aumenta del 2%

ROMA - Più di 5,5 milioni di persone in tutto il mondo muoiono prematuramente ogni anno a causa dell'inquinamento atmosferico, secondo una nuova ricerca stilata dal Global Burden of Disease Project.

Morti a causa dello smog
La gran parte dei decessi legati alla cattiva qualità dell'aria avviene nei Paesi con economie in rapido sviluppo, come Cina e India. I principali colpevoli sono le emissioni nocive prodotte dalle centrali elettriche, fabbriche, scarichi dei veicoli e dalla combustione di carbone e legna. «A Pechino o Delhi in una giornata di smog pesante, le polveri sottili (conosciute come PM2.5) possono arrivare a superare i 300 microgrammi per metro cubo - ha spiegato Dan Greenbaum dell'Health Institute di Boston, Stati Uniti, mentre il limite - dovrebbe essere di circa 25 o 35 microgrammi». Ma c’è di più perché i dati sono allarmanti: secondo i risultati delle nuove ricerche l'85% della popolazione mondiale vive infatti in aree troppo inquinate (cioè, che superano il limite di 25 microgrammi per metro cubo fissato come limite dall'organizzazione), soprattutto in Asia. E anche i danni economici dello smog sono assolutamente devastanti: secondo un rapporto dell'ufficio europeo dell'Oms sono di quasi 1.500 miliardi di euro l'anno nel continente.

Rischio malattie cardiache
Respirare queste polveri può aumentare il rischio di malattie cardiache, ictus, disturbi respiratori e tumori. E mentre le nazioni sviluppate hanno compiuto effettivi passi in avanti per affrontare questo problema negli ultimi decenni, nei paesi in via di sviluppo la percentuale della popolazione che muore a causa di una cattiva qualità dell'aria è ancora in aumento. Secondo lo studio, riportato dalla Bbc, l'inquinamento atmosferico provoca più morti di altri fattori di rischio come la malnutrizione, l'obesità, l'abuso di alcol e droghe, e il sesso non sicuro. Il Global Burden of Disease mette l'inquinamento al quarto posto della classifica dopo l'ipertensione, l'alimentazione e il fumo. Secondo uno studio recente della Boston University vivere vicino strade trafficate aumenta il rischio di infertilità dell’11%, e addirittura del 21% in caso di seconda gravidanza. L’esposizione in gravidanza poi riduce il peso alla nascita dei bebé, mentre nei bambini aumentano allergie, asma e altri problemi respiratori. Oltre agli effetti a breve termine dei picchi di smog, inoltre, ci sono anche quelli che si manifestano a distanza di anni. Secondo la rivista Thorax dopo 30 anni dall’esposizione la mortalità aumenta del 2%.