22 gennaio 2020
Aggiornato 23:30
COP21, la conferenza sul clima in corso a Parigi

OMS: «Cambiamenti climatici faranno 250mila vittime l'anno»

Flavia Bustreo, Vice Direttore Generale Oms: «La salute è un elemento centrale e imprescindibile del dibattito in corso, ridurre le emissioni significa ridurre l'incidenza di malattie e la mortalità dovuta all'inquinamento».

PARIGI - Alla COP21 di Parigi l'Organizzazione Mondiale della Sanità interviene sulle conseguenze che i cambiamenti climatici possono avere sulla salute della popolazione mondiale, con particolare riferimento ai soggetti piú deboli della popolazione inclusi donne, bambini e anziani. Flavia Bustreo, Vice Direttore Generale Oms: «La salute è un elemento centrale e imprescindibile del dibattito in corso, ridurre le emissioni significa ridurre l'incidenza di malattie e la mortalità dovuta all'inquinamento».

A causa del loro impatto sulla salute, i cambiamenti climatici provocheranno nel mondo fino a 250 mila morti in più ogni anno tra il 2030 al 2050. Nel lungo periodo i rischi indiretti per la salute delle persone saranno superiori alle dirette conseguenze di disastri naturali come alluvioni, inondazioni o incendi. Il deterioramento delle condizioni igieniche, il limitato accesso all'acqua potabile e l'interruzione dell'accesso ai servizi sanitari, la diminuzione della produzione di cibo nelle regioni più povere, aumenteranno la diffusione di malnutrizione, diarrea, malaria e altre malattie prevenibili.

È l'allarme lanciato alla COP21, la conferenza sul clima in corso a Parigi, dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo cui i soli costi sanitari diretti arriveranno tra 15 anni a 4 miliardi di dollari l'anno. Per l'OMS la protezione della salute deve essere una priorità nell'impegno globale contro i cambiamenti climatici.

«Quella in corso a Parigi è una conferenza sui cambiamenti climatici, ma anche sulla salute pubblica - sottolinea Flavia Bustreo Vice Direttore Generale, Salute della Famiglia, delle Donne e dei Bambini dell'OMS - ridurre le emissioni significa ridurre l'incidenza di malattie e la mortalità dovuta all'inquinamento, con molti benefici anche sulla crescita economica. Ci auspichiamo che i negoziati garantiranno un ruolo centrale dela salute all'interno dell'accordo così come nelle azioni che ogni Paese è chiamato a mettere in atto».

L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima 38 mila morti in più dovute ai colpi di calore tra gli anziani, 48 mila alla diarrea, 60 mila alla malaria - che approfitterà dell'accresciuto habitat naturale per le zanzare portatrici dei patogeni - 95 mila alla malnutrizione infantile. L'aumento delle temperature, oltre alle morti causate dalle ondate di calore, alza il livello di ozono e altri inquinanti nell'aria, con effetti sulle malattie respiratorie, a partire dall'asma, e cardiovascolari. Inoltre, l'aumentata variabilità delle piogge avrà effetti sull'accesso all'acqua potabile. Senza acqua aumenta il rischio di malattie diarroiche, che già ora uccidono 760 mila bambini ogni anno sotto i 5 anni. La siccità, inoltre, porta a una diminuzione della produzione di cibo, con conseguente malnutrizione.

Ogni anno l'inquinamento dell'aria provoca 7 milioni di morti prevenibili. Si stima che interventi concreti atti a ridurre le emissioni di inquinanti atmosferici di breve durata, come raggiungere standard più alti in termini di efficienza e di emissioni dei veicoli, salverebbe approssimativamente 2,4 milioni di vite all'anno e ridurrebbe il surriscaldamento globale di circa 0.5°C entro il 2050.

L'Oms mette in guarda contro le possibili conseguenze che i cambiamenti climatici possono avere sulla salute della popolazione mondiale, che includono il collasso dei sistemi alimentari, l'accentuarsi dei conflitti dovuti alla scarsità di risorse e ai flussi migratori, un esacerbamento dei livelli di povertà. I cambiamenti climatici accentueranno le ineguaglianze delle condizioni di salute sia tra diverse popolazioni che all'interno delle stesse. A farne maggiormente le spese saranno le fasce di popolazione più povere e più indifese, come i bambini, le donne e gli anziani.

«La salute - spiega Flavia Bustreo - è un elemento centrale e imprescindibile del dibattito sul cambiamento climatico. Sappiamo che l'impatto di questo cambiamento sulla salute della popolazione nel mondo è molto forte. Abbiamo già dati che dimostrano che centinaia di migliaia di morti ogni anno sono legate soprattutto alla malaria, alla malnutrizione, alla polmonite e colpiscono soprattutto i bambini più vulnerabili, al di sotto dei 5 anni, le donne e gli anziani. Per questo è fondamentale che nell'accordo che tutti i paesi del mondo prenderanno sul cambiamento climatico ci sia un riferimento chiaro e specifico a quello che è necessario fare per rispondere a queste emergenze».

Secondo l'Oms è necessaria una strategia globale che deve tradursi soprattutto in misure specifiche che i paesi sapranno prendere per il miglioramento delle condizioni sociali e ambientali relative alla salute, come l'accesso all'acqua, assicurare l'accesso ai sistemi sanitari e gli interventi sulla salute derivati direttamente dai rischi climatici come la sorveglianza e la risposta alle malattie dovute a infezioni.

«Mitigare i cambiamenti climatici - conclude Flavia Bustreo - può portare grandi e immediati benefici per la salute e per l'economia. Le politiche per la riduzione delle emissioni possono essere ampliate, con benefici a breve termine per la popolazioni ad ogni stato di sviluppo. I risultati più importanti riguardano certamente la riduzione della mortalità dovuta all'inquinamento sia ambientale, la più grande causa globale di mortalità».

(con fonte Askanews)