2 febbraio 2023
Aggiornato 19:00
Oltre un milione gli esemplari presenti sul territorio nazionale

Coldiretti: «Ecco un'altra vittima dei cinghiali»

Sono raddoppiati in 10 anni. Invadono campi, strade e centri abitati

ROMA (askanews) - Incidente stradale nell'aquilano tra un'auto e un cinghiale, in cui un 39enne ha perso la vita. «L'escalation - afferma la Coldiretti - dei danni, degli incidenti e delle aggressioni, che hanno causato purtroppo anche vittime, è il risultato della incontrollata proliferazione degli animali selvatici, con il numero dei cinghiali in Italia che quest'anno ha probabilmente superato il milione, con una diffusione che ormai si estende dalle campagne alle città».

Oltre un milione di cinghiali in Italia
Negli ultimi dieci anni «il numero dei cinghiali presenti in Italia è praticamente raddoppiato, poichè secondo l'Ispra sul territorio nazionale sarebbero stati presenti non meno di 600mila cinghiali nel 2005, per passare a 900mila nel 2010 e ora nel 2015 sono oltre il milione. La sicurezza nelle aree rurali e periurbane - spiega l'organizzazione agricola - è in pericolo per il proliferare di animali selvatici come i cinghiali, che stanno invadendo campi coltivati, centri abitati e strade, dove rappresentano un grave pericolo per le cose e le persone. Gli animali selvatici che distruggono i raccolti agricoli, sterminano gli animali allevati, causano incidenti stradali per un totale di danni stimato in quasi 100 milioni nell'ultimo anno, senza contare i casi in cui ci sono state purtroppo anche vittime».

Coldiretti e Legambiente per un percorso condiviso
«Di fronte al moltiplicarsi - aggiunge la Coldiretti - dei danni causati da cinghiali ma anche nutrie, corvi e altri animali selvatici, gli agricoltori chiedono una riforma della disciplina che garantisca l'indispensabile presenza delle aziende agricole a tutela del territorio. È stato anche elaborato un documento di base, sul quale si è avviato un proficuo confronto con Legambiente, che costituisce una prima proposta da approfondire e che rappresenta - conclude - l'avvio di un comune percorso di lavoro per arrivare a una più efficace e ampia analisi degli interventi finalizzati a organizzare forme di programmazione di lungo periodo».