13 novembre 2019
Aggiornato 18:00
L'operazione non finirà in bolletta

Perché conviene cablare l'Italia con ENEL

Posare la fibra ottica sfruttando il programma di sostituzione dei contatori della luce costerà «tra i 4 e i 6 miliardi di euro», contro i 16 miliardi che si spenderebbero agendo autonomamente. Lo ha spiegato l'amministratore delegato della società energetica, Francesco Starace, in una lunga intervista al Sole 24 ore

ROMA – Cablare l'Italia, sfruttando il programma di sostituzione dei contatori ENEL costerà «tra i 4 e i 6 miliardi di euro», contro i 16 miliardi che si spenderebbero agendo autonomamente. Lo ha spiegato l'amministratore delegato della società energetica, Francesco Starace, in una lunga intervista al Sole 24 ore.

CON ENEL COSTI RIDOTTI DI 4 VOLTE - «Alcune stime hanno calcolato questi costi in 16 miliardi per collegare 20 milioni di punti – ha detto Starace -. Le sinergie che si possono fare in concomitanza con il nostro piano di sostituzione dei contatori potrebbero portare il costo a 4/6 miliardi» per posare «l'ultimo miglio» di fibra ottica in 33 milioni di case. L'ad ha continuato: «La nostra infrastruttura è capillare e si potrebbero utilizzare i cavidotti esistenti anziché fare nuovi scavi molto onerosi. Utilizzando l'opportunità offerta da Enel, l'onere di cablatura potrebbe scendere di 4 volte: su 33 milioni di collegamenti, la spesa sarà abbattuta di 10 miliardi». Il manager ha ricordato che ENEL possiede circa un milione di cassette di derivazione, «un'ordine di grandezza superiore ai circa 150 mila armadi di tlc presenti», mentre «ci sono calcoli in base ai quali portare la fibra nell'ultimo miglio, dal cabinet alle case, a 20 milioni di punti costerebbe mille euro a punto», con un onere complessivo di 16 miliardi, che si ridurrebbe di 4 volte appoggiandosi al piano di Enel.

EVIATRE SOVRAPPOSIZIONI DI PIU' RETI - La proposta di ENEL è duplice: la società ha dato «durante una consultazione dell’Agcom la disponibilità ad usare le nostre infrastrutture per facilitare la posa di fibra», cosa che fa già «ad esempio con la società pubblica Infratel» ha sottolineato Starace. La novità, ha continuato è posare la fibra «nel cosidetto ultimo miglio. Se si fa coincidere questa disponibilità con il nostro piano di sostituzione di 33 milioni di contatori (che abbiamo istallato 15 anni fa) a partire dal 2016, gli oneri per il sistema diventano decisamente inferiori». L'ad ha ribadito che «non vogliamo fare l’operatore telefonico. La nostra disponibilità è nei confronti di tutti coloro che vorranno utilizzare le nostre infrastrutture. Non vogliamo, né possiamo scegliere con chi fare questa operazione. L’obiettivo fondamentale è evitare la sovrapposizione di reti di fibra nel Paese».

NESSUN RINCARO SULLE BOLLETTE - Riguardo alla sostituzione dei 33 milioni di contatori gestiti, ENEL ha ipotizzato che l'operazione possa costare dai 3 ai 4 miliardi, ma Starace ha fatto presente che l’Authority per l’energia «deve prima stabilire quali servizi debbano fornire i nuovi misuratori. Credo che questo processo sarà concluso nel giro di una o due settimane. A quel punto sapremo quale sarà il nostro investimento». L'ad ha poi «escluso» che gli eventuali costi aggiuntivi per posare la fibra andranno ad appesantire le bollette. ENEL si aspetta che la sua remunerazione a riguardo «sia essere disciplinata in un modo equo che consenta una contabilità semplice. Immagino che sarà materia dell’Agcom».