31 maggio 2020
Aggiornato 19:00
In Italia sono più di 2mila

A BioEnergy Italy un workshop sull'energy manager

L'evento è organizzato dalla Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia (Fire), per illustrare le novità legislative nazionali e comunitarie che hanno interessato questa figura professionale

CREMONA - A BioEnergy Italy, che si svolgerà a CremonaFiere dal 25 al 27 febbraio 2015, ci sarà anche la Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia (Fire), che ha organizzato un workshop sul ruolo dell'energy manager e sulle novità legislative nazionali e comunitarie che hanno interessato questa figura professionale.

LA FIGURA DELL'ENERGY MANAGER - Ad oggi in Italia si contano più di 2mila energy manager, ai quali si affiancano altri 287 esperti di gestione dell'energia certificati. Entrambe le figure professionali vengono impiegate nelle aziende per gestire la risorsa energetica in modo da ottimizzare la produzione e ridurre gli sprechi. La necessità di avere professionisti dedicati alla gestione dell'energia è emersa negli anni '70 negli Stati uniti, durante la crisi energetica nata dall'innalzamento del prezzo del petrolio. In Italia questo nuovo tipo di manager, che ha il compito di individuare azioni, interventi e procedure necessarie per promuovere l’uso razionale dell’energia e predisporre bilanci energetici nelle aziende, nelle Pa, oltre a predisporre l’attestazione di avvenuta verifica di applicazione delle normative energetiche e monitorare lo stato dei lavori e la corretta applicazione delle prestazioni previste nei contratti servizi energia, è stato istituzionalizzato per la prima volta con la legge 308 del 1982. L'energy manager poi è diventato obbligatorio con la legge 10 del 1991 (con il nome di responsabile per la conservazione e l'uso razionale dell'energia), per le aziende e gli enti dell'industria caratterizzati da consumi superiori ai 10mila tonnellate equivalenti di petrolio l'anno (tep/anno) e nelle realtà del settore civile, terziario e pubblica amministrazione con una soglia di consumo di mille tep/anno.

IL RUOLO DELL'ESPERTO DI GESTIONE DELL'ENERGIA - Nel 2006 invece è emersa la figura dell'esperto di gestione dell'energia, un lavoratore che associa alle competenze tecniche solide basi in materie ambientali, economiche e finanziarie, di organizzazione e gestione aziendale e di comunicazione. Questa figura professionale ha compiti diversificati, che spaziano dalla promozione di una politica energetica, alla promozione e mantenimento di un sistema di gestione dell’energia, dalla gestione di una contabilità analitica alle diagnosi energetiche e studi di fattibilità, dall’ottimizzazione e manutenzione degli impianti alle elaborazioni di piani e programmi per la promozione dell’efficienza energetica. Come abbiamo visto in tutto lo Stivale se ne contano solo 287 registrati sulla banca dati presente nel sito di Accredia, perché sono quelli che hanno ottenuto una certificazione dagli Organismi di certificazione (Odc) accreditati.

LE NOVITA' NORMATIVE - Recentemente il ministero dello Sviluppo economico ha semplificato le procedure per la nomina degli energy manager (che viene gestita dal Fire), con la circolare del 18 dicembre 2014, che ha abrogato quelle precedenti del 1992-93. Per prima cosa a partire dal 2015 la nomina viene informatizzata: le aziende dovranno inviare la nomina alla Fise tramite posta certificata aziendale (pec), entro il 30 aprile di ogni anno. Il soggetto nominato (dipendente interno o consulente sterno) non dovrà avere requisiti particolari, come precedentemente previsto. Infine sarà obbligatorio comunicare i consumi di energia, distinti per vettore energetico (elettricità, gas naturale, gasolio, GPL, fonti rinnovabili, etc.).

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