26 agosto 2019
Aggiornato 07:30
Eurozona in chiaro-scuro

Le imprese dell'area Euro tornano a crescere. Peggiora il mercato del lavoro

Nonostante i miglioramenti prosegue infatti il peggioramento a livello di mercato del lavoro: guardando a tutta l'area euro l'occupazione nel settore terziario è diminuita ad agosto per il ventesimo mese consecutivo. Intanto l'OCSE conferma che il PIL italiano nel 2013 scenderà di 1,8%

ROMA - Si conferma la dinamica di recupero delle imprese nell'area euro, anche se i dati definitivi di una indagine condotta presso i responsabili degli approvvigionamenti si sono attestati a livelli flebilmente inferiori al previsto, e sotto le stime iniziali. Comunque, dopo un prolungato periodo recessivo, si tratta di valori che segnalano crescita e le performance migliori da oltre due anni, anche in Italia dove però il comparto terziario resta in territorio leggermente recessivo. Ad agosto il Purchasing Managers' Index relativo a tutte le imprese dell'area euro è salito a 51,5 punti, dai 50,5 di luglio, mentre nella stima preliminare era stato indicato a 51,7.

Peggiora il mercato del lavoro - Come in altre indagini analoghe, i 50 punti rappresentano la soglia limite tra crescita e contrazione dell'attività. Oggi il quadro si è completato con i valori relativi alle imprese dei servizi, in questo caso l'indice Pmi sull'area euro è salito a 50,7, dai 49,8 di luglio uscendo quindi dall'area recessiva.
Resta invece sotto i 50 punti l'indice Pmi relativo alle imprese dei servizi in Italia: 48,8 ad agosto, dice Markit, quasi invariato dai 48,7 di luglio. Il tasso di calo è comunque risultato essere il più lento nell'attuale periodo di contrazione durato 27 mesi.
Nonostante i miglioramenti prosegue poi il peggioramento a livello di mercato del lavoro: guardando a tutta l'area euro l'occupazione nel settore terziario è diminuita ad agosto per il ventesimo mese consecutivo. Francia, Italia e Spagna hanno tutte riportato tagli, solo in parte bilanciati dai forti aumenti occupazionali registrati tra le aziende di servizi in Irlanda, e da un'altra lieve crescita in Germania.

La conferma dell'OCSE: Pil Italia 2013 -1,8% - L'Ocse rileva un miglioramento della ripresa nelle maggiori economie avanzate, mentre conferma l'attesa di una contrazione dell'1,8 per cento sul Pil dell'Italia di quest'anno. In un aggiornamento di interim delle sue previsioni economiche, l'ente parigino afferma che l'area euro come insieme non è più in recessione. Tuttavia «in diverse grandi economie emergenti la crescita ha rallentato».