29 marzo 2020
Aggiornato 21:00
La crisi italiana

Rete Imprese ai Politici: «Adesso tocca a voi»

L'appello al governo, al Parlamento e alla politica «ad agire immediatamente con misure concrete a sostegno della crescita e dell'economia reale è aperto alla sottoscrizione degli amministratori e degli imprenditori su tutto il territorio nazionale». I risultati dell'iniziativa e della raccolta firme verranno presentati il giorno dell'Assemblea

ROMA - Proseguendo nella linea di forte denuncia della drammaticità della situazione per le Pmi, culminata nella giornata di mobilitazione del 28 gennaio scorso, il prossimo 9 maggio Rete Imprese Italia presenterà nell'ambito dell'assemblea 2013 il manifesto 'Adesso tocca a voi!'. L'appello al governo, al Parlamento e alla politica «ad agire immediatamente con misure concrete a sostegno della crescita e dell'economia reale è aperto alla sottoscrizione degli amministratori e degli imprenditori su tutto il territorio nazionale». I risultati dell'iniziativa e della raccolta firme verranno presentati il giorno dell'Assemblea.

ABBIAMO PERSO LA PAZIENZA - «La crisi - si legge nel manifesto - sta cancellando la parte più vitale del nostro sistema produttivo. Nel 2013, 26,6 miliardi in meno di Pil, 22,8 miliardi in meno di consumi, 249 mila chiusure delle attività commerciali e dell'artigianato».
«La ripresa - si sottolinea nell'appello - diventa un miraggio, gli imprenditori hanno perso la pazienza e stanno perdendo la speranza. Ma il destino non è segnato. Le imprese dell'artigianato, del terziario di mercato e l'impresa diffusa, che nel nostro Paese producono il 58% del Pil e danno lavoro al 62% degli occupati, non ci stanno. Reagire alla crisi si deve e si può. Le nostre imprese - conclude il manifesto di Rete Imprese Italia invitando il governo, il Parlamento e la politica a fare la propria parte - hanno fatto tutto il possibile: adesso tocca a voi!»
Il protrarsi della recessione, spiega Rete Imprese Italia, «sta riducendo allo stremo le imprese del terziario di mercato, dell'artigianato e l'impresa diffusa che vivono sulla propria pelle il peso insostenibile dell'eccessiva pressione fiscale, del crollo dei consumi senza precedenti, del difficile e costoso accesso al credito, dell'annosa questione della riscossione dei crediti vantati nei confronti della P.A».

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