11 agosto 2020
Aggiornato 06:00
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Fotovoltaico. Power-One alla Camera

Si a un Piano energetico nazionale. Subito un tavolo permanente tra Stato, industria, università e banche

ROMA - «L’Italia ha fatto una scelta giusta con la decisione di sostenere il mercato legato alle energie rinnovabili. Le accuse dell’aumento della bolletta elettrica per colpa dei finanziamenti al fotovoltaico sono strumentali e, in grandissima parte, infondate. Siamo d’accordo con il ministro Corrado Clini che ha denunciato come l’85% dei ricavi degli incentivi messi a disposizione per lo sviluppo del fotovoltaico siano andati in mani straniere, ed è per questo che dobbiamo lavorare per ribaltare questo stato di cose facendo in modo che l’85% delle incentivazioni rimanga in Italia. La cancellazione del mercato legato al fotovoltaico e, più in generale, alle energie rinnovabili, così come spesso viene evocato da lobby avverse, sarebbe la via più sbagliata, poichè renderebbe vano l’investimento sostenuto fino ad oggi dal nostro paese.». Ha detto Averaldo Farri, consigliere delegato della Power-One, azienda italiana leader nel settore fotovoltaico, durante l’audizione davanti alla VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera. L’imprenditore (che era accompagnato dai manager dell’azienda Giuseppe Ricci e Paolo Casini) ha sottolineato la necessità immediata di un piano energetico nazionale nel quale si stabiliscono le quote energetiche per ogni fonte disponibile, rinnovabile e non, e dare stabilità ad un quadro legislativo che per il settore fotovoltaico è cambiato sette volte negli ultimi 18 mesi.

«A tal fine - dice Averaldo Farri – è auspicabile che il Governo si faccia promotore e regista di tavoli tecnici permanenti per la definizione dei programmi strategici di medio e lungo termine a cui vengano convocati i rappresentanti di industria, enti di ricerca, università e gestori dei servizi, atti a definire le roadmap nazionali per il soddisfacimento degli obiettivi energetici nazionali con risorse domestiche, in luogo di iniziative non concentrate dalle singole componenti che troppo spesso attingono a tecnologie importate dall’estero».

Lo sviluppo del fotovoltaico in Italia ha predisposto il Paese per una vera rivoluzione energetica. La spesa prevista di 140 miliardi di euro in 20 anni può sembrare molto alta ma così non è, se si tiene conto che l’Italia ha investito in una fonte di energia pulita e rinnovabile, che produce energia a costo zero e potrà farlo per un periodo di tempo illimitato con costi di manutenzione estremamente bassi.

Power-One è una azienda di capitali americana quotata al Nasdaq di New York (PWER). La struttura italiana, tuttavia, è quella che la società americana ha acquisito per avere una presenza nel settore delle energie rinnovabili. La nostra tecnologia è stata esportata in America, non viceversa, come spesso, ed erroneamente, si crede. Siamo presenti nel territorio di Terranuova Bracciolini in provincia di Arezzo fin dal 1969, ed il successo ottenuto negli ultimi quatto anni con i nostri inverter fotovoltaici, ci ha permesso di far crescere il nostro fatturato da 140 milioni di euro, fino a 580 milioni di euro a fine 2011 ed ampliare l’occupazione da 450 persone fino a circa 900 persone. Nell’anno 2010 Power-One ha conseguito il secondo posto a livello mondiale per la vendita di inverter fotovoltaici ed ha confermato questa posizione nel 2011.

«Il nostro Paese ha una grande chance davanti a se, può diventare un protagonista della terza rivoluzione industriale, guidarla, influenzarla, gestirla e derivarne benefici di vastissima portata per tutta la collettività».