15 luglio 2020
Aggiornato 13:30
Le manifestazioni degli Anti-G20

Robin Hood e i leader mondiali sul lungomare di Nizza

L'iniziativa degli attivisti di Oxfam alla vigilia del summit del G20 di Cannes. ActionAid: Stop all'instabilità riducendo la volatilità dei prezzi. De Fraia: Dall'Italia posizione eccessivamente prudente

NIZZA - Un finto Robin Hood che chiede al presidente Usa Barack Obama di firmare «l'adozione di una tassa su tutte le transazioni dei mercati valutari» per stabilizzarli e «procurare risorse da destinare alla comunità internazionale»: è la messa in scena organizzata da un gruppo di attivisti francesi dell'ong Oxfam sul lungomare di Nizza, alla vigilia del G20.
Fra le maschere che hanno preso parte all'azione di protesta, erano riconoscibili il presidente sudafricano Jacob Zuma, il padrone di casa Nicolas Sarkozy (alla presidenza di turno del G20), il presidente messicano Felipe Calderon e il cancelliere tedesco Angela Merkel; oltre che la brasiliana Dilma Rousseff, il primo ministro indiano Manmohan Singh e quello britannico David Cameron.
Dopo l'annuncio shock del premier greco Georges Papandreou in merito a un referendum sul piano di aiuti Ue, l'Unione Europea ha chiarito che il piano di salvataggio approvato settimana scorsa a Bruxelles è l'unica via percorribile per risolvere il problema del debito nel paese ellenico. Il panico dei mercati dell'Eurozona ora rappresenta il rischio principale di recessione nell'economia globale, una questione-chiave per il vertice che inizierà domani a Cannes.

Oxfam, in particolare, chiede ai leader dei G20 di accordarsi su 3 questioni fondamentali:
- Adottare misure che liberino nuove risorse, in misura tale che le persone colpite più duramente dal cambiamento climatico, la crisi economica e dalla volatilità dei prezzi alimentari possano proteggersi e crescere;
- Contrastare la volatilità dei prezzi assicurandosi che il sistema alimentare funzioni effettivamente sia per i produttori che per i consumatori, garantendo trasparenza e limiti alla speculazione eccessiva, legata alla volatilità dei prezzi del cibo;
- Cambiare le modalità di misura del successo economico di un paese, equiparando la qualità della crescita del paese al tasso di crescita.

ActionAid: Stop all'instabilità riducendo la volatilità dei prezzi - «Il G20 ha la possibilità di contenere l'instabilità mondiale affrontando il tema della sicurezza alimentare e del controllo della volatilità dei prezzi, attraverso l'istituzione di adeguati sistemi di riserve alimentari. Se infatti il G20 non prenderà provvedimenti rischiamo una nuova e più grave crisi alimentare, il cui impatto si sommerà all'attuale incertezza finanziaria e sarà devastante per tutto il mondo»: è quanto affermato da Luca De Fraia, vice segretario generale e portavoce di ActionAid Italia, alla vigilia dell'apertura dei lavori del Summit G20 a Cannes.
Nel primo semestre del 2011 - spiega ActionAid nel suo ultimo rapporto «Granai contro la crisi», lanciato in occasione del Vertice G20 - i prezzi di grano hanno superato i massimi storici e le previsioni indicano che nel prossimo decennio, il livello dei prezzi e della loro volatilità si manterrà ben al di sopra dei livelli pre-crisi. Un trend allarmante se si pensa che, solo tra giugno e dicembre 2010, il numero assoluto di poveri è aumentato di 43.7 milioni di persone: 9.5 nei Paesi a basso reddito e 34.1 in quelli a medio reddito.
La volatilità ha un impatto sul reddito familiare e sul potere d'acquisto, spingendo le fasce di popolazione più vulnerabili nella spirale della povertà e della fame - spiega ActionAid nel suo rapporto, riferisce ActionAid. Ma le conseguenze negative si scaricano anche sulle capacità di innovazione e investimento dei produttori, soprattutto quando questi richiedono enormi sforzi economici attraverso l'indebitamento, si aggiunge in un comunicato.

De Fraia: Dall'Italia posizione eccessivamente prudente - Le risposte che fino ad ora la comunità internazionale - e in particolare il G20 - ha dato alla crisi dei prezzi agricoli si sono rivelate deboli e orientate quasi esclusivamente alle conseguenze e non alle cause della crisi, si commenta nel comunicato di ActionAid. «È necessario ritornare a parlare di politiche pubbliche a sostegno di un'agricoltura su piccola scala, sostenibile, orientata a mercati locali, nazionali e regionali», ha spiegato De Fraia. «In questo quadro, le riserve alimentari sono uno strumento necessario a stabilizzare i prezzi, proteggere i consumatori a basso reddito e sostenere la produzione», ha aggiunto.
Oltre all'istituzione delle riserve, è necessario che il G20 incida sulle altre cause dell'aumento e della volatilità dei prezzi agricoli, secondo ActionAid. In questo contesto l'Italia continua ad avere una posizione eccessivamente prudente, accodandosi alle decisioni prese in seno al'UE, mentre dovrebbe spingere l'Unione a prendere impegni decisi contro i sussidi, ai biocarburanti, le speculazioni e l'aumento dei prezzi, è l'opinione dell'organizzazione.
ActionAid chiede infatti che vengano eliminati gli obiettivi obbligatori e il sostegno finanziario che incoraggiano la produzione di biocarburanti, insostenibili dal punto di vista sociale e ambientale. Inoltre si aggiunge il fenomeno della speculazione: dal 2006 al 2011 la quantità di denaro investita dalle società finanziarie in titoli derivati legati alle materie prime agricole è raddoppiata. Il G20, secondo ActionAid, dovrebbe adottare subito una regolamentazione dei mercati dei derivati che ponga limiti alla speculazione sui beni alimentari.
«Serve una riforma radicale della governance agricola che garantisca stabilità nei mercati, sostegno allo sviluppo rurale e transizione verso un modello di produzione sostenibile», ha commentato Luca De Fraia. «Se il G20 non prenderà in seria considerazione il tema della sicurezza alimentare e non risolverà la questione della volatilità dei prezzi, rischiamo di andare dritti verso una nuova e più grave crisi alimentare, con conseguenze drammatiche sulla stabilità mondiale», ha concluso il portavoce di ActionAid.