19 luglio 2024
Aggiornato 01:00
Camera di Commercio di Ferrara

Ferrara si consolida sui mercati internazionali

Vendite all’estero: +29,0% nei primi 6 mesi del 2011, ben 12 punti percentuali al di sopra della media regionale

FERRARA - Ormai non si tratta più di un fenomeno sporadico: l’export ferrarese continua a marciare a ritmi sostenuti. A giugno di quest’anno le esportazioni ferraresi sono cresciute, infatti, del 29%, ben 12 punti percentuali al di sopra della media regionale. Il valore delle esportazioni ha così superato i 500 milioni di euro, sopravanzando il valore del corrispondente periodo del 2010 e del 2009, pur senza tornare ancora ai livelli raggiunti nel 2007. Continua così a rafforzarsi il peso, seppur limitato, dell’export ferrarese rispetto al totale regionale, che ora sfiora il 5%. Contestualmente, aumentano in misura ancora maggiore le importazioni, che segnano un +37,4%, superiore dunque a quella delle esportazioni, con un conseguente peggioramento del saldo commerciale. Si tratta di un fenomeno – comune a quanto si verifica in ambito complessivo nazionale - già delineatosi nel corso dell’anno precedente, ma che ora si sta rafforzando. Crescono non solo le importazioni di materie prime, ma anche quelle di prodotti semilavorati importati dall’estero, con una conseguente riduzione del valore aggiunto creato dalle nostre esportazioni. L’unico comparto che fa eccezione è rappresentato dal cosiddetto «sistema moda» (tessile, abbigliamento, pelli e cuoio), per il quale il saldo positivo della bilancia export-import si rafforza notevolmente.

Non si segnalano invece sorprese per l’andamento dei vari comparti di attività. La positiva dinamica delle esportazioni, infatti, viene ancora una volta sostenuta dalle produzioni meccaniche, ed in particolare dalla voce «macchinari ed apparecchi», che fanno registrare un autentico «picco» (+62,8%), mentre i mezzi di trasporto ed i prodotti chimici (al contrario delle produzioni in gomma e plastica) mantengono il consueto, elevato ritmo. E nemmeno si segnalano sotto l’aspetto geografico, dal momento che il traino continua a provenire dai Paesi emergenti dell’area B.r.i.c. (con la rilevante eccezione, peraltro, del Brasile), nonostante una decelerazione delle loro economie nei mesi più recenti: l’anticipatore OCSE prevede inoltre nei prossimi mesi una flessione di attività per la Cina, un rallentamento per l’India e il Brasile, ed un raffreddamento per la Russia. Per quanto riguarda la Russia in particolare, torna ai livelli pre-crisi la crescita dell’export ferrarese verso questo grande mercato. Crescono comunque al di sopra della media, nonostante l’evidente rallentamento del mercato tedesco (+6,2% appena in termini valutari, un risultato indubbiamente deludente, anche considerando che la Germania è la principale «cliente» dei prodotti ferraresi) pure le nostre esportazioni verso i Paesi europei (+31,8%), che, non va dimenticato, «assorbono» ancora oltre due terzi dei prodotti ferraresi esportati. Al di sotto della media aumentano invece le esportazioni ferraresi verso gli USA, ma in tal caso il fenomeno più evidente è rappresentato dalla forte flessione delle importazioni (-10,3%): un fenomeno sul quale gioca anche l’indebolimento dell’euro rispetto al dollaro, soprattutto nel corso del secondo trimestre, che rende più care le importazioni da quell’area valutaria.

E’ partito ieri (3 ottobre), intanto, il nuovo bando della Camera di Commercio a favore delle aziende ferraresi che puntano allo sviluppo internazionale con programmi di investimento all'estero. Indagini e ricerche di mercato finalizzate all’analisi e alla valutazione delle potenzialità commerciali, organizzazione di eventi e/o di incontri di affari all’estero; ricerca fornitori e distributori; accordi quadro di cooperazione con partner locali con cui avviare partnership e/o joint venture; partecipazione ad appalti internazionali; partenariati tecnologici tra imprese ferraresi ed estere e/o Università e centri mondiali di ricerca: sono solo alcuni dei temi promossi dal nuovo bando dell’Ente di Largo Castello: fino 10mila euro a disposizione di ciascun imprenditore per far conoscere i propri prodotti e servizi ai mercati di tutto il mondo.