19 agosto 2019
Aggiornato 16:00
Manovra economica | Fisco

Federcontribuenti: «No all’aumento dell'Iva sui beni di largo consumo»

«Reintroduzione dell’imposta di successione sulle grandi eredità, dell’Ici sulla prima casa per i grandi proprietari immobiliari, una patrimoniale sui grandi patrimoni»

ROMA - Il Parlamento dimostri da che parte sta, se intende difendere la maggioranza del popolo italiano, fatto di lavoratori dipendenti, disoccupati, precari, gente in cig e mobilità, piccoli e medi imprenditori o scegliere la strada di difendere i grandi patrimoni e le grandi ricchezze. La manovra è l’occasione per dimostrare dove si vuole andare. Per fare tutto ciò bisogna che si trovi la soluzione per tassare nella maniera’ giusta i grandi patrimoni, i consumi di lusso, le grandi eredità. Il Presidente di Federcontribuenti, Carmelo Finocchiaro, e’ estremamente chiaro e lancia un messaggio preciso alla politica, non è più tempo di tergiversare, bene ha fatto il Presidente Napolitano a sottolineare come in questi anni non siano state dette le giuste verità sulla crisi economica che attraversa il nostro Paese. Dunque la politica faccia scelte nette e precise. Federcontribuenti,dice no ad un aumento generalizzato dell'IVA su tutti i beni. Si può ragionare su un aumento anche di 5 punti ma solo sui beni di lusso, anche se vanno introdotte clausole di salvaguardia per i beni di lusso di produzione nazionale.

Un'altra misura che crediamo non sia rinviabile è l'applicazione di una patrimoniale sui grandi patrimoni, la reintroduzione dell'imposta di successione per eredità superiori per singolo erede a somme liquide che eccedano i 300.000 euro e di natura immobiliare che eccedano il valore di 1.500.000,00, l'applicazione di una imposta sostitutiva dell'uno per cento sui depositi bancari e su tutte le forme di risparmio che eccedano i 500.000,00 euro, una lotta all'evasione fiscale basata sugli accertamenti patrimoniali, la ripresa della tassazione ai fini Ici della prima casa per tutti i possessori di almeno tre immobili o che abbiano un reddito eccedente i 120.000,00 euro, un contributo di solidarietà per tutti i possessori di pensioni superiori a 120.000,00 euro, la deducibilità del 15% del proprio reddito di tutti i costi sostenuti attraverso scontrini fiscali, ricevute fiscali e fatture per i beni essenziali al mantenimento personale e della famiglia. Chiediamo che nella manovra sia prevista l’assegnazione a titolo oneroso delle frequenze del digitale che consentirebbe di ricavare più di quanto previsto dal ritocco del sistema pensionistico. Queste alcune nostre proposte che riteniamo vadano nella giusta direzione dell’equità e costituirebbero un primo concreto segnale positivo della politica verso il Paese che lavora e produce, conclude il Presidente Finocchiaro. Altrimenti sarà davvero un autunno caldo.