13 novembre 2019
Aggiornato 21:00
Wine e food piace

QualItalia un trionfo nazionale ed internazionale

Il progetto, promosso da Enoteca Italiana con il contributo del Mipaaf ha permesso di far conoscere, degustare i prodotti Dop e Igp nelle meravigliose località, di tre regioni italiane

Sole, informazione, gusto e tanto buon olio, vino, formaggi, salumi: questo il mix giusto che ha consentito a «QualItalia», il progetto che promuove i prodotti Dop e Igp di avere un così grande successo. L’evento, promosso da Enoteca Italiana e Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, ha smosso infatti più di mille enoappassionati, incuriositi dall’evento, ma soprattutto desiderosi di fare un’esperienza di grande valore formativo, informativo.

Tre le tappe che hanno ospitato il progetto: Riccione (19/20 luglio), Maiori (23 luglio) e Castiglione della Pescaia (3 agosto) dove particolarmente apprezzate sono state le degustazioni a tema in chiave Dop e Igp. Il progetto non ha solo permesso di far conoscere i prodotti wine e food delle meravigliose località italiane ma ha fatto soprattutto informazione. Grazie all’alta professionalità che da sempre contraddistingue Enoteca Italiana durante le sarete sono stati proposti anche dei questionari riguardanti la tracciabilità e la certificazione dei prodotti. Non solo degustazioni, ma anche educazione alimentare, dove anche i bambini hanno potuto apprezzare il pane con l’olio extravergine d’oliva delle migliori Dop e Igp italiane. Le iniziative hanno visto la presenza di ristoratori, enotecari, addetti nel settore del turismo, interessati a scoprire nuovi prodotti, o avere conferma delle qualità riconosciute ma anche permesso ad un pubblico variegato ed eterogeneo, locale, nazionale e straniero, con numerose presenze di turisti (francesi, tedeschi, americani, brasiliani e nglesi) di divertirsi, assaggiare e di conoscere al tempo stesso.

«Un successo – ha commentato Salvatore de Lio, manager e direttore di Enoteca Italiana – che insieme al Ministero vorremo riproporre anche l’anno prossimo, toccando altre località turistiche italiane, almeno due per regione, sempre con l’obiettivo di realizzare una promozione a 360° per i prodotti tipici a denominazione di cui l’intera nazione italiana è ricca».

«Utili sono stati i questionari – continua de Lio - perché il progetto è nato soprattutto con lo scopo di fare informazione, ma anche come attività di ricerca, per capire qual è il miglior modo per arrivare al consumatore finale. Abbiamo costatato che le persone sono curiose ma non hanno la percezione di quello che significa davvero tracciabilità e certificazione. Alla domanda «Qual è il nome del primo prodotto D.O.P.  o I.G.P. che ti viene in mente? Le risposte spesso sono generiche, come ad esempio pecorino, tonno, prosciutto e l’olio conosciuto è solo  è  extravergine», ma le altre domande del questionario ci danno molte indicazioni: nella scelta di acquisto, sono molto condizionati dal packaging, non ritengono adeguata la comunicazione sui prodotti a denominazione, ma riconoscono nel marchio una Tutela e garanzia del prodotto, preferiscono la promozione diretta del prodotto, dove poter toccare con mano, «con la bocca» il prodotto, ancora meglio se c’è dietro  a un tavolo il produttore.  Non sono a conoscenza, per esempio, della nuova Ocm Vino, già in vigore in Italia che uniforma anche il Vino ai prodotti Dop (D.o.c.g  e D.o.c) e Igp (I.g.t.). Questo vuol dire che c’è la necessità di fare più informazione, più attività di promozione ed è per questo che crediamo molto in queste iniziative» che hanno trovato il favore anche degli addetti ai lavori.

Ma QualItalia non ha avuto solo successo in Italia. Nella prima settimana di agosto, a Shangai (Cina) più di 80 operatori del settore, giornalisti internazionali, responsabili food end beverage di catene alberghiere, ristoratori, sommelier, si sono dati appuntamento presso la sede di Enoteca Italiana Yishang, dove si sono svolti importanti incontri, degustazioni e workshop tra le aziende italiane e gli importatori e operatori cinesi provenienti da diverse province della Cina. Un vero e proprio «B2B», un incontro diretto tra importatore e produttore in un mercato, quello cinese, che rappresenta una grande opportunità per i vini italiani, oggi per gli altri prodotti nell’immediato futuro.