9 agosto 2020
Aggiornato 19:30
Riforma PAC

Cooperazione: più coesi in Europa per rafforzare il ruolo dell’Italia nel negoziato PAC

A Palazzo della Cooperazione i Consigli Nazionali Unitari di Fedagri-Confcooperative, Legacoop Agroalimentare e Agci Agrital

ROMA – «I Paesi europei che hanno gli stessi interessi dovranno fare squadra per difendere le risorse da destinare all'agricoltura. L'obiettivo della Pac deve essere quello di rendere le imprese più forti e competitive all'estero, oltre che garantire maggiore reddito ai produttori».

Lo ha detto il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Ue Paolo De Castro nel suo intervento alla riunione congiunta dei Consigli nazionali di Fedagri-Confcooperative, Legacoop Agroalimentare e Agci-Agrital dedicata all’esame delle proposte di modifica della Pac sottolineando come il prossimo «Cap Day», la giornata agricola dedicata alla Pac con tutti i 27 paesi membri, può rappresentare, non solo per l’Italia ma anche per tutti gli Stati membri che condividono le sue stesse preoccupazioni, l’occasione di convergere su una politica agricola più forte e più competitiva.

Ad intervenire ai lavori anche Mario Catania capo del Dipartimento delle politiche europee e internazionali del ministero delle Politiche agricole e forestali, che ha sottolineato l’impegno del ministero dell’Agricoltura nel creare le sinergie giuste a livello nazionale per presentare in Europa una posizione nazionale condivisa sulla riforma della Pac: «L’Italia contribuisca per il 14% al bilancio europeo e riceve per la Pac il 9% , una situazione difficile in partenza e che può essere compromessa ulteriormente - ha detto Catania – dalla riduzione delle risorse del bilancio agricolo, dal taglio alle risorse che può derivare della redistribuzione dei sostegni tra i 27 Paesi membri e dai vincoli imposti alle imprese per il rispetto delle misure ambientali (greening). Dobbiamo fare sistema – ha concluso Catania – siamo di fronte ad un negoziato difficile che va anche oltre le nostre teste».

Sulla necessità di unire gli intenti a livello nazionale si è detto d’accordo anche Dario Stefàno, coordinatore della Commissione Politiche agricole della Conferenza delle Regioni e province autonome, che a riguardo ha sottolineato che «non possiamo pensare di affrontare la sfida della competizione con le difficoltà strutturali e la polverizzazione eccessiva delle imprese agricole italiane. Abbiamo bisogno di generare un nuovo modello organizzativo per la nostra agricoltura, di cui lo strumento della cooperazione rappresenta un’opportunità». «Attraverso la cooperazione - ha concluso - dobbiamo mantenere insieme tanti piccoli produttori agricoli presenti nel nostro territorio. Un tessuto ancora molto frammentato che ha bisogno di un progetto industriale forte e capace di giocare un ruolo imprenditoriale».

A portare il saluto durante l’incontro è intervenuto anche il presidente della Commissione agricoltura della camera, Paolo Russo «vogliamo - ha affermato - che con la Pac l'agricoltura sia capace di produrre reddito» mentre il presidente della Co.ge.ca. Paolo Bruni che ha fatto riferimento alle dimensioni della cooperazione agricola italiana rispetto a quella europea e ha sottolineato come»lavorare per darsi un modello virtuoso dell’organizzazione agricola deve essere uno dei principali obiettivi».