12 luglio 2020
Aggiornato 04:00
Gli anziani vivono un profondo disagio

CIA: serve un «nuovo welfare»

Assemblea a Roma dell’Associazione nazionale pensionati della Cia. Il presidente della Confederazione Giuseppe Politi ribadisce l’esigenza di risposte efficaci e puntuali

ROMA - I pensionati vivono in un profondo disagio. Le loro pensioni sono sempre più «povere», corrose dalla ripresa dell’inflazione e così il potere d’acquisto si assottiglia in maniera drammatica. I servizi sociali sono totalmente insufficienti, soprattutto nelle zone rurali. Le liste d’attesa nella sanità sono diventate una vera e propria odissea, mentre sono scarse le risorse per la non autosufficienza. I trasporti sono inadeguati. Servono subito, quindi, immediati interventi per dare valide garanzie agli anziani che ormai rappresentano una delle fasce più deboli della società. Su questi temi è ruotato il confronto sviluppatosi, lo scorso 17 maggio, nel corso dell’Assemblea dell’Anp-Associazione nazionale pensionati della Cia-Confederazione italiana agricoltori che si è tenuta a Roma sotto lo slogan «Pensioni dignitose, un nuovo welfare, per la valorizzazione e il benessere dell’anziano nella società».

POLITI - Ai lavori dell’Assemblea, aperti da una relazione del presidente nazionale dell’Anp-Cia Vincenzo Brocco e che ha visto la partecipazione dei presidenti provinciali e regionali dell’Associazione di tutta Italia, è intervenuto il presidente della Confederazione Giuseppe Politi.
E proprio il presidente della Cia ha messo in risalto le gravi difficoltà in cui oggi vivono i pensionati nel nostro Paese. «Occorre -ha detto- un radicale cambiamento di rotta. C’è assoluto bisogno di nuove politiche, di un welfare che risponda in maniera adeguata alle esigenze degli anziani. E’ necessario predisporre interventi propulsivi e incisivi che consentano di una vita dignitosa. Non si può assistere a misure che penalizzano in modo assurdo il sistema sociale e sanitario. La categoria non può pagare una strategia miope che fonda la sua logica solo sui tagli indiscriminati. La Cia e l’Anp si batteranno con energia per ridare dignità ai nostri pensionati».

BROCCO - «Nell’ultimo decennio -ha rilevato il presidente dell’Anp-Cia Brocco- sono cresciute le difficoltà degli anziani che continuano a tirare la cinghia e sono costretti ad affrontare tante difficoltà nel quotidiano. Il costante calo del potere d’acquisto delle pensioni è sanabile in parte attraverso interventi atti alla riduzione del prelievo fiscale sulle pensioni medio basse e con l’elevazione della ‘no tax’ almeno a diecimila euro. Ma c’è soprattutto urgenza di un nuovo sistema sociale e sanitario territoriale che parta dai bisogni reali delle comunità locali. Pur in un contesto di razionalizzazione e di contenimento della spesa sanitaria, devono essere assicurati a tutti i cittadini servizi indispensabili ed efficienti sia in campo di prevenzione che di cura. Le aree rurali e marginali vanno dotate di centri di pronto intervento rafforzando i collegamenti con i complessi ospedalieri regionali. A ciò si devono aggiungere adeguate risorse economiche per la non autosufficienza».

ZAMBELLI - Tutti temi -è stato ricordato durante l’Assemblea, alla quale ha partecipato anche il direttore nazionale della Cia Rossana Zambelli- sui quali nei mesi scorsi (precisamente dal 28 febbraio al 13 marzo) si è sviluppata la mobilitazione dell’Anp sull’intero territorio nazionale (obiettivo: pensioni adeguate, servizi diffusi, qualificazione del sistema socio-sanitario) e che sono stati al centro anche dell‘iniziativa del «Pensionato Day» promossa dal Cupla (Coordinamento unitario pensionati del lavoro autonomo).

LE RICHIESTE - L’Assemblea dell’Anp-Cia è stata, dunque, l’occasione per ribadire una serie di precise richieste: diminuzione della pressione fiscale sui trattamenti pensionistici, specie per le fasce medio basse; ripristino della doppia indicizzazione delle pensioni, non solo in base alle variazioni dei prezzi al consumo, ma anche in base alle dinamiche salariale; creazione di un «paniere» Istat mirato ai consumi reali dei pensionati per la rivalutazione annuale delle pensioni; ripristino della percentuale di adeguamento al costo della vita (dal 90 al 100 al cento).
Le risposte finora date dal governo -è stato fatto notare durante l’Assemblea dell’Anp-Cia- sono state totalmente insufficienti. La pesante contrazione delle risorse e degli investimenti mette in discussione il livello minimo di servizi ai cittadini e la possibilità per gli Enti locali di garantire una adeguata assistenza agli anziani, con il reale rischio di accentuare le disuguaglianze sociali e territoriali.
Nel dibattito dell’Assemblea sono intervenuti, fra gli altri, il vicepresidente vicario dell’Anp-Cia Enio Niccolini, i vicepresidenti nazionali Gazzetta Giovanna e Carmelo Travaglia e Anna Graglia, dell’Ufficio di presidenza nazionale.