5 aprile 2020
Aggiornato 02:30
Associazione bergamasca imprese agromeccaniche

Primi segnali di «nanismo del mais»

Bolis (ABIA): «Non è ancora emergenza»

BERGAMO - Il 2011 in Bergamasca è stato annunciato per molti versi come l’anno del mais, in quanto la coltura principe delle nostre campagne della Bassa potrebbe far registrare, a conti fatti, un incremento di quasi il 10 per cento per quanto riguarda le superfici coltivate, da 23.000 a oltre 25.000 ettari. Tuttavia la buona notizia è accompagnata anche da qualche preoccupazione.

«Se per un verso l’impatto della diabrotica è stato quest’anno meno forte rispetto agli altri anni – afferma Leonardo Bolis, presidente dei contoterzisti agrari di ABIA –, abbiamo cominciato a rilevare le avvisaglie di un’altra patologia che da tempo sembrava scomparsa: si tratta del cosiddetto nanismo del mais, in gergo scientifico MRDV».
Quali sono i sintomi di questa malattia del granoturco? «Come si evince chiaramente dal suo nome comune – spiega Bolis – si tratta di una patologia che fa sì che le piante di mais rimangano nane e, soprattutto, sterili, con prodotto finale pressoché uguale a zero. Il virus, che attacca le piantine fin dai primi stadi del loro sviluppo, per ora pare avere un’incidenza ancora trascurabile dalle nostre parti: si ipotizza solo qualche caso qua e là. Tuttavia, in alcune aree del vicino Piemonte si stima già un’incidenza tendenziale superiore al 3%».

Quali sono le cause? «Fino a qualche anno fa il problema non si poneva – chiarisce Enzo Cattaneo, direttore di ABIA –, in quanto la pratica della concia delle sementi del mais con neonicotinoidi preservava di fatto il cereale da malattie di questo tipo».
I neonicotinoidi , lo ricordiamo, sono una classe di insetticidi che dal 1996 al 2008 avevano ottenuto rapida diffusione e che venivano utilizzati per proteggere i semi di mais da alcune malattie. «Nel recente passato – continua Cattaneo - questi presidi fitosanitari si sono rivelati particolarmente utili proprio per difendere il mais dal nanismo e dalla diabrotica. Nel 2008 è giunta la decisione del Ministero delle politiche agricole di sospensiva nell’uso dei neonicotinoidi, prorogata nel 2010, come misura finalizzata ad una presunta tutela della salute delle api».

«ABIA è certamente favorevole all’adozione di una serie di provvedimenti – conclude Bolis - atti a tutelare al meglio le ragioni dei produttori apistici. D’altra parte, è indispensabile che il Ministero ponga mano ad una revisione razionale degli elenchi dei presidi fitosanitari utilizzabili per la difesa delle colture e per garantire il rispetto di determinati parametri qualitativi. Del resto la maggior parte dei nostri contoterzisti ha già montato sulle proprie seminatrici apparati tecnologici di ultima generazione che consentono di abbattere il rischio di dispersione delle molecole di neonicotinoidi».

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