Quando il Sangiovese diventa opera d’arte e si presenta al mondo
Più di dieci paesi esteri presenti a Faenza per conoscere il Sangiovese di Romagna grazie a Vini ad Arte, evento tenutosi domenica 20 e lunedì 21 al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza
FAENZA - A Faenza, domenica e lunedì, c’erano proprio tutti i paesi più importanti per il mercato del vino, rappresentati anzitutto dall’Italia ma anche da Stati Uniti, Giappone, Cina, Brasile, Canada, Germania, Svezia, Ucraina e molte altre nazioni. Giornalisti e importatori di tutto il mondo, infatti, si sono dati appuntamento al Museo delle Ceramiche.
La motivazione? Scoprire il Sangiovese di Romagna come una delle espressioni di questo straordinario vitigno, che merita di essere inclusa nei grandi vini italiani, accanto a quelle dei più noti cugini toscani Brunello di Montalcino, Chianti Classico e Vino Nobile di Montepulciano.
L’occasione è stata Vini ad Arte, evento organizzato da Enoteca Regionale Emilia Romagna, Convito di Romagna, Consorzio Vini di Romagna con il patrocinio delle Camere di Commercio di Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. La manifestazione ha rappresentato la cornice ideale per unire la conoscenza del Sangiovese di Romagna nella versione Superiore e Riserva a quella della forma d’arte simbolo della città, la ceramica.
I numeri dell’evento sono di tutto rispetto: 35 aziende vinicole, più di 200 vini in degustazione, quasi 1000 bottiglie degustate, 23 buyers tra importatori e distributori di vino, 400 incontri commerciali organizzati in una giornata, 40 giornalisti italiani e stranieri, centinaia di visitatori.
Protagonista dell’evento è stato il Sangiovese di Romagna Riserva 2008, definito dalla critica a cinque stelle. L’andamento climatico del 2008, infatti, ha unito la buona piovosità in primavera a un’estate asciutta e calda, che si è tradotta in alta concentrazione di zuccheri e buono sviluppo dei polifenoli, che ha determinato risultati eccellenti.
Vini ad Arte è stata però anche l’occasione per assaggiare in anteprima, direttamente dalla botte, i Sangiovese di Romagna 2010. Se il 2008 si è caratterizzato per l’estate calda e asciutta, il 2010 ha presentato una vendemmia più tipica e fresca, contraddistinta da frequenti piogge. Ciò ha richiesto grande attenzione in vigneto ma, complessivamente, la vendemmia si è confermata di buona qualità per il Sangiovese di Romagna, caratterizzato da vini più pronti e di struttura più sottile rispetto alla media. Il successo di Vini ad Arte dimostra vincente la scelta di Convito di Romagna, Enoteca Regionale Emilia Romagna e Consorzio Vini di Romagna di unire le forze e lavorare assieme per promuovere in modo unitario il vino simbolo del territorio, il Sangiovese di Romagna.
L’Enoteca Regionale Emilia Romagna: Fondata nel 1970, è un’Associazione che si dedica alla promozione e alla valorizzazione del patrimonio vinicolo della regione. Coinvolge oltre 264 realtà imprenditoriali tra produttori di vino e di Aceto Balsamico Tradizionale, consorzi, cantine sociali, enti pubblici, associazioni di sommelier etc.
Il Convito di Romagna: Il Convito di Romagna è un consorzio volontario che riunisce otto produttori di eccellenza, che hanno fatto del Sangiovese la propria bandiera, aziende conosciute nel mondo ma legate alla propria terra. Esse con tenacia e passione hanno dimostrato che la Romagna è anche eccellenza enologica e, in un momento in cui le aree blasonate segnano il passo, la Romagna si afferma con il Sangiovese del futuro, tutto da scoprire, dotato di alta qualità e di un prezzo equilibrato. E’ formato da; Drei Donà – Tenuta La Palazza Tre Monti, Fattoria Zerbina, Poderi Morini, Calonga, San Patrignano, San Valentino e Stefano Ferrucci.
Il Consorzio Vini di Romagna: Nato nel 1962 per indirizzare, regolamentare e qualificare la produzione del vino in Romagna, riunisce produttori di uva, cantine, aziende vinicole.
La qualità dei vini, l'equilibrio dei prezzi, la promozione del prodotto e del territorio sono da sempre gli obiettivi più importanti.
Il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza: Location d’eccezione, rappresenta la sintesi di un connubio perfetto fra arte e natura: le argille infatti sono elemento portante della composizione pedologica dei vigneti della Romagna, ma sono anche materia prima per plasmare le grandi opere del museo.
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