20 gennaio 2022
Aggiornato 18:30
La crisi del debito

Dublino verso una manovra draconiana da 15 miliardi di euro

Oggi il governo deve presentare piano risanamento pluriennale. Compromessa la posizione del premier Brian Cowen. Frange consistenti del suo partito vogliono sostituirlo quanto prima

DUBLINO - Dublino si appresta a reagire alle tensioni dei mercati formalizzando oggi un piano di risanamento pluriennale sui conti pubblici. Una manovra draconiana, tenuto conto delle dimensioni del Paese: sono attese economie da 15 miliardi di euro da qui al 2014, l'equivalente del 10 per cento di tutto il suo Pil con l'obiettivo di riportare a fine percorso il deficit di bilancio alla soglia critica del 3 per cento del Pil, il limite massimo stabilito dai trattati europei. Una manovra ora diventata condizione inderogabile nella richiesta di aiuti avanzata da Dublino a Unione europea e Fondo monetario internazionale. L'ex 'tigre celtica' resta sotto pressione, proprio oggi Standard & Poor's ha declassato di due gradini il rating del paese, a quota A, mentre Dublino deve effettuare costosissimi salvataggi pubblici delle sue banche, che si prevede faranno schizzare il deficit di quest'anno oltre il 32 per cento del Pil.

CRISI POLITICA - Proprio queste pesanti manovre di salvataggio delle banche hanno fatto precipitare il quadro, innescando forti aumenti nei giorni passati sui rendimenti di titoli di Stato irlandesi, e spingendo i partner europei a premere affinché Dublino si rassegnasse a chiedere aiuti. Questa strada, che nel paese viene vissuta come una sorta di umiliazione nazionale, ha però compromesso la posizione del premier Brian Cowen, e frange consistenti del suo partito vogliono sostituirlo quanto prima. Inoltre il tutto ha acceso allarmi sui rischi di contagio del caso Irlanda ad altri paesi dell'area euro sotto pressione sui conti, a cominciare dal Portogallo. Ieri questo clima allarmistico sottostante ha favorito pesanti cali delle Borse europee a seguito dell'incidente che rischia di portare a una escalation di tensioni tra Corea del Sud e Corea del Nord. Stamattina tuttavia le piazze del Vecchio Continente tentano recuperi.