12 luglio 2020
Aggiornato 07:00
Made in Italy

Stop ai «falsi» da ok a etichetta

E’ quanto ha affermato il presidente di Unci/Coldietti Mauro Tonello in riferimento all’approvazione del ddl sulla competitività agroalimentare

ROMA - Il via libera della Camera alle norme che prevedono l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti è un importante passo in avanti per impedire di «spacciare» come Made in Italy il prodotto proveniente dall’estero, a danno delle imprese cooperative e dei consumatori. E’ quanto ha affermato il presidente di Unci/Coldietti Mauro Tonello in riferimento all’approvazione del ddl sulla competitività agroalimentare da parte dell’aula della Camera, nel ringraziare il relatore Viviana Beccalossi, il presidente della Commissione Agricoltura Paolo Russo e i parlamentari di maggioranza ed opposizione che hanno votato il provvedimento in maniera bipartisan.

La vera cooperazione agroalimentare che valorizza il prodotto del territorio dei propri associati non può che accogliere con entusiasmo una norma che - sottolinea Tonello - mette fine alla concorrenza sleale di quanti hanno fatto fino ad ora affari vendendo come Made in Italy quello che non lo è. Dal concentrato di pomodoro cinese al succo di arancia brasiliano fino ai prosciutti i ottenuti dai maiali olandesi o addirittura uruguayani, gli scaffali - ha concluso Tonello - sono pieni di marchi che sfruttano il valore aggiunto del Made in Italy ottenuto con il lavoro nei campi dai nostri agricoltori.