28 gennaio 2020
Aggiornato 12:00
Economia

Ferrara: nel terzo trimestre lievi segnali di risalita

L’industria conferma il rilancio di aprile-giugno. Da commercio (ma solo la grande distribuzione) e servizi aspettative più dinamiche

FERRARA - L’orizzonte estivo si presenta un po’ più promettente per le imprese ferraresi che, dopo i lievi segnali di recupero registrati tra aprile e giugno, guardano al trimestre in corso come a quello del rafforzamento dei segnali emersi negli ultimi mesi. E ci si riferisce non soltanto al buon andamento della domanda estera, ma anche a segnali di risalita della domanda interna, che, per quanto ancora piuttosto modesti, appaiono comunque incoraggianti se si pensa che si tratta del trimestre estivo, solitamente meno dinamico per motivi di stagionalità delle attività produttive.
E’ questo, in sintesi, il quadro d’insieme emerso lunedì mattina dalle indagini congiunturali dell’Osservatorio dell’economia della Camera di Commercio di Ferrara relative all’andamento del II trimestre del 2010 e alle previsioni per il trimestre successivo.

«L’»azienda Ferrara» sembra aver finalmente imboccato un tratto di strada più rassicurante e si avvia a una seconda metà del 2010 più positiva di quanto previsto a inizio anno. Guai però a distrarsi o a slacciare le cinture di sicurezza». Così il commento del Presidente della Camera di Commercio di Ferrara, Carlo Alberto Roncarati. «Non c’è dubbio che, sul versante industriale, oggi la ripresa premi chi ha saputo riorganizzarsi, irrobustendo i rapporti di filiera e continuando a investire per innovare. Resta, invece, preoccupante il ritardo delle imprese più piccole, che fatalmente pagano un maggiore isolamento dai mercati internazionali e che, come quelle artigiane, faticano maggiormente ad introdurre elementi di innovazione organizzativa. Sul fronte del commercio – ha proseguito Roncarati - il clima migliore dà certamente più fiducia agli operatori, anche se la bilancia appare molto squilibrata tra la grande distribuzione e i piccoli negozianti. Un tessuto di operatori, questo, indispensabile per la tenuta del territorio e dell’occupazione, in una fase delicata di lenta uscita dalla recessione, come quella attuale.».

INDUSTRIA MANIFATTURIERA PRODUZIONE - Il terzo trimestre del 2010 dovrebbe confermare e consolidare l’andamento di quello precedente. Sia in riferimento alla produzione che al fatturato, infatti, il 63% circa degli imprenditori ferraresi prevede di consolidare l’andamento del recente passato e un 20% prevede un miglioramento delle performance. Con riguardo alla produzione, in termini di saldo le aspettative di quanti prevedono un aumento si bilanciano esattamente con quelle di quanti prevedono una diminuzione, determinando così un quadro di generale stabilità. Più pessimisti gli artigiani, per i quali il saldo si attesta a –8 punti percentuali tra chi si attende una crescita e chi, invece, intravede una diminuzione della produzione.

FATTURATO - Simile l’atteggiamento delle imprese con riguardo all’evoluzione attesa del fatturato, praticamente stabile, con un saldo tra attese positive e negative attestato a +1. Ancora una volta decisamente più pessimisti appaiono gli artigiani (-7 punti). Industria meccanica e mezzi di trasporto sono i settori che nel complesso segnalano le attese più positive, con valori più elevati nella fascia delle imprese più grandi. Industria alimentare e «sistema moda» (tessile-abbigliamento-calzature) i comparti che nutrono le attese meno brillanti.

ORDINATIVI - Lo scenario di (faticosa) risalita registrato ad aprile-giugno viene confermato dalle attese relative agli ordinativi, in modo particolare da quelli dei mercati esteri che mostrano un saldo positivo di diciannove punti tra chi prevede un aumento e chi prevede una diminuzione. Altra conferma, questa volta in negativo, viene dal segmento delle imprese più piccole: gli artigiani mostrano, infatti, un ‘sentiment’ esattamente opposto alla media generale del trimestre. A livello settoriale, le attese più robuste si concentrano nell’industria meccanica e dei mezzi di trasporto (+14 per gli ordini provenienti dal mercato interno e +5 per quelli provenienti dall’estero), ed in quello della chimica-materie plastiche (+23 per gli ordinativi provenienti dal mercato interno e +30 per quelli internazionali). Ancora negative, invece, le prospettive dell’alimentare, del tessile, dell’abbigliamento e delle calzature.

COMMERCIO - Quadro moderatamente positivo anche nel comparto del commercio al dettaglio, dove le attese degli imprenditori intervistati mostrano un saldo di 7 punti percentuali in favore dell’aumento degli ordinativi tra luglio e settembre. Anche in questo caso, la dimensione d’impresa si rivela una variabile importante: per la grande distribuzione (ipermercati, supermercati e grandi magazzini) il saldo positivo sale, infatti, a 10 punti, mentre per i piccoli commerciati al dettaglio il bilancio pende in favore dei pessimisti. Anche a livello merceologico si continua a registrare una spiccata diversificazione: nel complesso delle imprese, infatti, le attese più positive si riscontrano per i prodotti non alimentari, mentre le aspettative continuano ad essere piuttosto negative per quelli alimentari.

PROTESTI - Nonostante uno scenario economico non certo favorevole, nella provincia di Ferrara il fenomeno non ha registrato le temute impennate. Secondo la Camera di Commercio, infatti, assegni scoperti, cambiali e tratte non onorate sono state, nel primo semestre di quest’anno, 1771, cioè il 16,9% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Quanto agli importi, invece, si verifica una lieve crescita dello 0,3%.