Manovra, in settimana rush finale Camera
Lunedì in testo in Aula. Si va verso il voto di fiducia mercoledì e l'ok finale giovedì
ROMA - Ultimo deciso step per la manovra economica del governo che si appresta questa settimana a incassare anche la fiducia di Montecitorio dopo quella del Senato e ad essere approvata definitivamente dal Parlamento. Il decreto di correzione dei conti da circa 25 miliardi di euro approdato 'blindato' alla Camera lunedì mattina sarà in Aula per la discussione generale. Già martedì dovrebbe arrivare la richiesta di fiducia da parte del governo che dovrebbe essere votata il giorno successivo. Per il via libera definito bisognerà attendere giovedì dopo l'esame degli ordini del giorno. Dopo l'ok finale e la pubblicazione in Gazzetta ufficiale la manovra sarà legge dello Stato.
Dopo due mesi di iter parlamentare il provvedimento è arrivato quindi al capolinea: modificato nei contenuti ma quasi immutato nei saldi. Un intervento per a 24,9 miliardi approvato dal Consiglio dei ministri per rispettare gli impegni italiani sul deficit e riportare il disavanzo dal 5% del Pil del 2010 al 3,9% nel 2011 e al 2,7% nel 2011. Una manovra pesante, riconosciuta da tutti come necessaria per mettere al riparo l'Italia da ulteriori turbolenze finanziarie, ma contestatissima fin dalla sua approvazione in Consiglio dei ministri il 25 maggio scorso.
In trincea, in primis, i governatori che hanno protestato duramente contro i «pesanti sacrifici» chiesti alle Regioni, arrivando a minacciare la restituzione allo Stato di deleghe importanti, dai trasporti all'ambiente. Tuttavia, la partita con i governatori non è ancora chiusa e il confronto si è già riaperto nell'ambito del federalismo fiscale. Dure proteste anche da altre categorie: da Province e Comuni ai diplomatici, dai vigili del fuoco ai farmacisti, dai magistrati ai disabili.
Una correzione che ha invece incassato il disco verde di Bruxelles che in occasione della scorsa riunione dell'Ecofin ha approvato il governo italiano «per aver agito conformemente alle raccomandazioni».
Tra le principali novità in arrivo, il blocco degli stipendi per i dipendenti pubblici, la riforma delle pensioni e i tagli per Regioni, Province e Comuni. In arrivo anche la riduzione degli stipendi dei manager pubblici, la stretta sull'evasione fiscale e le assicurazioni, tagli ai ministeri e ai costi della politica. Entrano anche le norme per la libertà d'impresa, i rincari dei pedaggi autostradali e la sanatoria per oltre 2 milioni di 'case-fantasma'.