Oggi il voto in Senato sulla manovra
E i Governatori si aggiornano alle 10 su «restituzione deleghe»
ROMA - E' atteso per questa mattina in Senato il voto sulla manovra economica, blindato dalla fiducia posta dal Governo sul maxiemendamento.
Corposo già dal primo sì in Consiglio dei ministri lo scorso 25 maggio, con misure per 24,9 miliardi di euro, il decreto è stato notevolmente arricchito nel corso del passaggio in commissione Bilancio di palazzo Madama. Il testo del governo recepisce tutte le modifiche della commissione, ma con alcune novità: dalla libertà d'impresa alla stangata sulle assicurazioni e il dilazionamento delle tasse per le popolazioni abruzzesi colpite dal sisma.
Inoltre il testo sancisce il blocco degli stipendi per i dipendenti pubblici, novità sulle pensioni la riduzione degli stipendi dei manager, dei ministeri e dei costi della politica. Entrano anche le norme per la libertà d'impresa, i rincari dei pedaggi autostradali e la sanatoria di oltre 2 milioni di 'case-fantasma'.
E poi ci sono i tagli per Regioni, Province e Comuni che hanno provocato la rivolta dei governatori anche del centrodestra. Tuttavia i presidenti delle Regioni non hanno trovato un accordo sul punto dolente della restituzione delle deleghe cioè di alcuni capitoli di spesa allo Stato. Una mossa troppo lesiva dell'autonomia per i governatori leghisti.
Ieri sera hanno aggiornato la loro riunione a questa mattina alle 10. «Stiamo lavorando perchè si arrivi ad un documento unitario e condiviso» ha detto Renata Polverini, la presidente della Regione Lazio. «La posizione del governo è chiara - ha detto il presidente del Piemonte Roberto Cota - ci aggiorniamo a domani mattina». A Cota ha fatto eco il presidente del Veneto Luca Zaia: «Ci aggiorniamo a domani - ha detto - perchè è una discussione molto seria che dobbiamo portare avanti con tranquillità ed essendo anche propositivi».