29 agosto 2025
Aggiornato 18:30
Conti pubblici

La manovra in aula al Senato

Restano i nodi quote latte e Regioni. Ipotesi rimodulazione tagli con federalismo. Forse la fiducia mercoledì

ROMA - Dopo oltre un mese di iter in commissione Bilancio di palazzo Madama, la manovra approda domani mattina in Aula per il via libera del Senato. Disco verde che arriverà in settimana con il voto di fiducia. Sulla tabella di marcia potrebbe esserci un'accelerazione rispetto ai tempi fissati dalla conferenza dei capigruppo che prevedevano la chiusura dei lavori giovedì. Il maxiemendamento del governo potrebbe arrivare già domani e il voto mercoledì. Intanto, resta alto il livello dello scontro fra esecutivo e Regioni, queste ultime impegnate in un'analisi dettagliata sul peso dei tagli e sulle deleghe della legge Bassanini. Documento che i Governatori intendono discutere in occasione della Conferenza delle Regioni convocata per dopodomani. Ma la chiave per sancire la pace potrebbe passare attraverso il federalismo fiscale.

QUOTE LATTE - Ad accrescere la tensione è anche l'annosa vicenda delle quote latte che torna d'attualità dopo l'annuncio di Bruxelles di una possibile procedura di infrazione a carico dell'Italia per la norma in manovra che fa slittare a fine anno la restituzione delle multe per gli agricoltori che hanno sforato i tetti imposti dall'Ue. Uno sviluppo che ha alimentato il malessere nella maggioranza con la Lega arroccata a difesa dei 'trasgressori' e il Pdl schierato con il ministro delle Politiche agricole, Giancarlo Galan, che si è detto deciso a far rispettare le regole.

I NODI - Ma non basta. I 'nodi' della manovra restano molti. Il maxiemendamento dell'esecutivo dovrebbe, infatti, limitarsi recepire soltanto le modifiche approvate in commissione, con qualche correzione di carattere tecnico sulle coperture. Vani, quindi, i circa 1.700 emendamenti presentati dai senatori di maggioranza e opposizione per l'Aula. Tuttavia, è attesa l'annunciata norma per le popolazioni Abruzzesi che estende a 120 le rate per la ripresa dal 1 gennaio 2011 dei versamenti tributari e contributivi.
Nulla di fatto, invece, per i diplomatici, i grossisti di farmaci, la sicurezza e sulla norma che introduce il 'silenzio-assenso' sulle autorizzazioni paesaggistiche. Misura quest'ultima introdotta nel passaggio in commissione e che ha suscitato le ire degli ambientalisti. A scatenare l'opposizione è stata, invece, la notizia dell'approvazione del cosiddetto 'archeocondono' (una sanatoria a favore di chi possiede illegittimamente reperti archeologici). Notizia smentita categoricamente dal relatore, Antonio Azzollini (Pdl).

REGIONI - Per quanto riguarda le Regioni, dopo lo strappo con il governo consumato venerdì scorso, i Governatori sono pronti a restituire le deleghe, anche quelle del federalismo amministrativo. Ipotesi da cui però hanno preso le distanze i governatori leghisti, Luca Zaia e Roberto Cota. Il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, ha ribadito che «la manovra non è in discussione», ma il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni è tornato all'attacco: «Finchè c'è tempo continuerò a lavorare per trovare una soluzione». A quanto si apprende, un'ipotesi allo studio per andare incontro alle richieste dei governatori sul piede di guerra contro i tagli in manovra potrebbe passare, così com'è accaduto con i tributi locali di Comuni e Province, attraverso i futuri decreti attuativi del federalismo. Si eviterebbe così la decisione estrema dei governatori decisi a rimettere le deleghe allo Stato.

Intanto, dopo la fiducia del Senato il decreto di correzione dei conti per il 2011-2012 andrà alla Camera per la seconda e ultima lettura. Il testo arriverà blindato a Montecitorio che, visti i tempi stretti (scade a fine luglio) lo approverà senza modifiche e con un nuovo voto di fiducia.