12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Editoria

Quotidiani, il 2009 anno nero per la pubblicità

I dati dell'OCSE: negli Usa crollo -30%. In Italia -18%. La tutela della qualità delle notizie è un «problema pubblico»

ROMA - L'anno peggiore che si ricordi il 2009 tra i quotidiani dei paesi avanzati, afferma l'Ocse, con crolli spesso pesantissimi dei ricavi pubblicitari, a riflesso della recessione economica mentre in 20 dei 30 paesi dell'area si registrano anche diminuzioni sul numero di lettori. Il calo più forte ha colpito la stampa quotidiana degli Stati Uniti, dove lo scorso anno le entrate pubblicitarie sono andate a picco del 30 per cento, a seguire la Gran Bretagna (-21%) e la Grecia (-20%). Molto pesante il calo anche in Italia, il quarto più forte secondo l'Ocse con un meno 18 per cento, anche se nella penisola il settore vanta un miglior bilanciamento sul peso delle inserzioni pubblicitarie rispetto al fatturato totale: rappresentano il 49 per cento contro il 57 per cento della media Ocse. Negli Usa fanno invece l'87 per cento dei ricavi totali.

Cifre contenute in un rapporto sul futuro dell'informazione e sulle notizie via internet pubblicato oggi dall'ente parigino. E proprio alla luce del contesto della continua espansione delle news online - che in alcuni paesi sono molto diffuse, ma in altri restano un canale minoritario e comunque non appaiono ancora in grado di sostituirsi alle tradizionali fonti di fatturato - l'Ocse solleva il problema della qualità delle notizie e delle politiche necessarie a preservarla. Perché «tenuto conto del ruolo dell'informazione nelle società democratiche, la questione di come si creino e si distribuiscano le notizie ha rilevanza pubblica».

«Dopo anni molto redditizi, gli editori di quotidiani in molti paesi dell'Ocse stanno fronteggiando cali dei ricavi pubblicitari - osserva lo studio - delle testate e delle tirature. La crisi ha amplificato questo fenomeno». Solitamente le percentuali di lettori di quotidiani sono più basse tra i giovani, che attribuiscono meno importanza alla stampa cartacea. Difficile il 2009 anche per la stampa locale, mentre in generale si sono registrate perdite occupazionali negli Usa, Gb, Olanda e Spagna. Ci sono comunque casi in controtendenza, come nei paesi emergenti dove anzi la circolazione di quotidiani è aumentata, ad esempio in India più 45 per cento tra 2008 e 2008, Cina più 29 per cento nello stesso periodo e Sud Africa più 34 per cento.