15 luglio 2020
Aggiornato 13:30
Settore pesca-acquacoltura

La Ue dichiara guerra alla «frittura di paranza»

La Commissaria alla Pesca Damanaki: «Quadro allarmante su specie in pericolo»

BRUXELLES - La Commissione europea è irremovibile: niente rinvii sulle strette regolamentari alla pesca nel Mediterraneo, che imponendo letteralmente reti a «maglie più larghe» rischiano di compromettere alcune delle specialità culinarie tra le più amate in vari paesi, tra cui l'Italia, come la frittura di paranza o gli spaghetti ai frutti di mare. Nei giorni i pescatori greci e italiani avevano protestato, ma la commissaria europea alla Pesca, la greca Maria Damanaki non lascia spazi a slittamenti: la stessa Commissione ha effettuato monitoraggi delle specie ittiche a rischio che la normativa intende tutelare, e la situazione appare «allarmante», ha detto. Il 45 per cento delle specie monitorate nel Mare Nostrum risultano colpite da pesca eccessiva.

IL PERIODO DI TRANSIZIONE E' FINITO - Le nuove regole erano state adottate all'unanimità dai paesi interessati nel 2006, con una lunga fase di transizione, ha ricordato la commissaria. «Mi rivolgo agli stati affinché agiscano. Il periodo di transizione è finito - ha detto la Damanaki - e mi adopererò affinché la normativa venga applicata rigorosamente».
In realtà alcune scappatoie ci sarebbero, possibili deroghe a favore di attività di pesca tradizionale ben individuate. Ma per poterle sfruttare i relativi paesi avrebbero dovuto presentare ampie e adeguate documentazioni, che secondo la Commissione o non sono state presentate, o sono incomplete e lacunose, oppure sono state presentate tardi. E nel frattempo altre recenti ispezioni compiute dalla Commissione hanno accertato «serie violazioni» delle normative sulla dimensione delle maglie nelle reti.
«Dobbiamo invertire la tendenza di metodi di pesca non sostenibili», ha insistito la Damanaki.