18 maggio 2021
Aggiornato 19:30
Il Ministro Galan invoca collegialità

Manovra, i finiani al premier: il Pdl discuta

D'Alema: «Se Berlusconi ci mette la faccia, valuteremo». Idv-Pd: «No al condono». Prodi: «Tremonti non cerchi la popolarità»

ROMA - Giulio Tremonti stringe i tempi per la manovra economica, mantenendo l'obiettivo di approvarla per martedì 25 in consiglio dei ministri, anche se non si esclude uno slittamento. Le ipotesi in campo e i possibili interventi, intanto, dividono centrodestra e centrosinistra, oltre a far discutere la maggioranza. I finiani, ma anche un ministro del calibro di Giancarlo Galan, chiedono che si discuta del contenuto della manovra, mentre l'opposizione non lesina critiche al provvedimento.

«SCELTE COLLEGIALI» - Il ministro dell'Agricoltura si fa portavoce del malessere di alcuni membri del governo nei confronti di Tremonti e dalle colonne del Corriere della Sera invoca «scelte collegiali»: «Credo che tutte le decisioni debbano essere condivise», sottolinea. Anche i finiani guardano al ministro dell'Economia, ma si rivolgono direttamente al premier. Lo fa Italo Bocchino: è «auspicabile che Berlusconi coinvolga tutto il Pdl e la coalizione in scelte che vanno valutate con attenzione». Aggiunge il ministro delle Politiche Ue Andrea Ronchi, altro uomo vicino al Presidente della Camera: «Il governo ha il dovere di condividere il senso di questa manovra con il Pdl, con i sindacati riformisti, le imprese, le associazioni di categoria e di confrontarsi con l'opposizione». Chiude il cerchio un terzo finiano, Fabio Granata, ponendo ulteriori paletti: «Le manovre si fanno attaccando sprechi e classi agiate e non mettendo in difficoltà lavoratori dipendenti».

APERTURA DI D'ALEMA: MA NO A CONDONI - Una cauta apertura al confronto arriva da Massimo D'Alema, a nome del Pd: «Se Berlusconi ci mette la faccia, valuteremo». Anche se poi aggiunge: «Non possiamo votare una manovra con i ticket» e «un condono, l'ennesimo, per noi sarebbe indigeribile». Per il resto, dall'opposizione è un coro di critiche. Il democratico Cesare Damiano teme un provvedimento lacrime e champagne: «Lacrime per lavoratori e pensionati e champagne per gli evasori fiscali e i furbi delle varie cricche». E l'Idv, dal canto suo, si concentra soprattutto sull'ipotesi di condono che, si fa presente, rappresenterebbe «un ulteriore sfregio all'ambiente della ditta Berlusconi-Tremonti». Si fa sentire anche l'ex premier Romano Prodi, invitando il ministro dell'Economia a non cercare la popolarità e a «non squilibrare ulteriormente la distribuzione del reddito».