28 marzo 2020
Aggiornato 19:00
Mercato immobiliare

La cedolare secca per la provincia dell’Aquila è inutilizzabile

La Federazione abruzzese della Confedilizia denuncia l’impraticabilità della norma della Finanziaria

L'AQUILA - La Federazione abruzzese della Confedilizia denuncia l’impraticabilità della norma della Finanziaria di quest’anno che ha previsto la possibilità di tassare tramite una cedolare secca del 20%, ma solo per il 2010, i contratti di locazione agevolati stipulati tra persone fisiche nella provincia dell’Aquila.

La caratteristica di questa tipologia di contratti, infatti, è quella di avere una durata di cinque anni (tre anni, più due di rinnovo) e canoni inferiori a quelli di mercato, in quanto fissati sulla base di accordi fra organizzazioni dei proprietari e degli inquilini. La limitazione ad un solo anno, il 2010, della tassazione al 20%, rende pertanto nei fatti inutilizzabile tale strumento, posto che nessun proprietario sarà disposto a impegnarsi in un contratto a canone calmierato della durata di cinque anni – in un territorio così difficile – in cambio di una riduzione fiscale limitata al solo primo anno.

Alla luce di quanto sopra – e al fine di rendere per lo meno plausibile la connotazione di «sperimentalità» con la quale il Governo ha presentato la misura varata per la provincia dell’Aquila – la Confedilizia abruzzese chiede a Governo e Parlamento di intervenire urgentemente (se del caso, attraverso un emendamento al decreto Milleproroghe attualmente all’esame della Camera) nel senso di estendere a cinque anni il periodo di applicazione della cedolare per i contratti stipulati nel corso del 2010. Solo in questo modo – conclude la Federazione Abruzzo della Confedilizia – si potrà almeno sperare di vedere applicata concretamente una misura che altrimenti rimarrebbe puramente «virtuale».

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