«Dalla Toyota scuse in ritardo e poco convincenti»
Dure critiche dei media giapponesi. Ieri il «mea culpa» del presidente Toyoda
TOKYO - I media giapponesi hanno criticato duramente le scuse di ieri del presidente di Toyota, Akio Toyoda, per quella che è stata definita una spiegazione «data in ritardo e poco convincente» al massiccio richiamo di auto attuato dal colosso giapponese nei giorni scorsi. Sono oltre otto milioni i veicoli coinvolti in tutto il mondo, e presto potrebbero arrivare altri richiami anche per la vettura ibrida Prius per un difetto al sistema frenante.
Toyoda, il nipote del fondatore di Toyota è alla guida della casa automobilistica nipponica dal giugno 2009, si è scusato ieri pubblicamente ma ai giornali non è bastato: «Le parole non sono abbastanza» ha commentato in un editoriale il Nikkei, principale quotidiano finanziario. «la capacità del management di gestire la crisi deve essere sottoposta a un giudizio severo» ha aggiunto.
Per il popolare Asahi, la reazione della Toyota è stata «assolutamente troppo in ritardo. Il mondo intero guarda ora a come Toyota può umilmente fare tesoro dei recenti fallimenti e imparare a fare auto più sicure».
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