23 gennaio 2020
Aggiornato 02:00
Riforma del mercato

Il piano di «Mr. Prezzi» per ridurre i listini dei carburanti

In Italia sono più cari di 3,5 centesimi rispetto alla media europea

MILANO - Prezzi della benzina troppo cari in Italia rispetto alla media europea. La risposta è una riforma del mercato in quattro mosse per allineare il costo ai livelli Ue. Questa la proposta che Roberto Sambuco, il Garante per la sorveglianza dei prezzi, più familiarmente conosciuto come «Mr. Prezzi», proporrà martedì all'incontro convocato dal ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, per concertare una riforma del sistema.

I prezzi al distributore sono superiori di 3,5 centesimi al litro rispetto alla media europea - spiega Sambuco in un'intervista al quotidiano economico Il Sole 24 Ore -. E questo è dovuto all'inefficienza della rete distributiva italiana che fa fatica a produrre margini di guadagno e che scarica i suoi deficit sui consumatori attraverso i prezzi». Da cui la necessità di una riforma in quattro mosse. Prima di tutto aumentando la presenza dei self-service e riducendo il prezzo del carburante, diminuendo l'accisa per questo tipo di servizio. Per finanziare la riduzione dell'accisa si può attingere dal fondo per la razionalizzazione della rete distribuzione che, però, va rifinanziato.

È poi necessaria - continua il progetto di «Mr. Prezzi» - una liberalizzazione dell'orario e dei giorni di apertura dei distributori e una liberalizzazione delle licenze per permettere la vendita di tabacchi, gioco del lotto, giornali e l'offerta di servizi da bar o drugstore. Il tutto con un intervento diretto del ministero dell'Economia che dovrebbe obbligare le compagnie ad allineare i prezzi dei carburanti, nell'arco di tre anni e con target progressivi, alla media europea.

L'ultimo punto è forse il più importante: obbligare i distributori di tutta la rete stradale a esporre un prezzo massimo settimanale che deve restare invariato per sette giorni, sul modello dell'esperienza già fatta sulle autostrade, e sul quale è possibile praticare sconti. «Questa misura - conclude Sambuco - consentirebbe al consumatore di avere il tempo per confrontare i prezzi. Oggi, invece, questi vengono aggiornati più volte a settimana. Gli sconti, poi, sono vere e proprie truffe perché è impossibile definire su quale base vengano calcolati».