12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
La crisi economica

1 prestito su 4 per il sostegno al budget familiare

E' quanto emerge dall'Osservatorio annuale sul mercato dei beni durevoli di Findomestic

ROMA - Non solo auto, elettrodomestici, moto e computer: nel 2009, l'anno della crisi, c'è chi ha chiesto un finanziamento per sostenere il budget familiare o per affrontare spese sanitarie e dentistiche. E' quanto emerge dall'Osservatorio annuale sul mercato dei beni durevoli di Findomestic.

Secondo l'indagine, l'acquisto di un'auto è ancora di gran lunga la principale motivazione che spinge un italiano a richiedere un finanziamento (43%), seguita da mobili (15%), elettrodomestici (14%), informatica domestica (6%) e ristrutturazioni edilizie. Oltre ai beni durevoli, però, c'è chi chiede un prestito per sostenere il bilancio della propria famiglia (10%), per affrontare spese sanitarie o dentistiche (6%), per ristrutturare casa (5%) o per sostenere la propria attività lavorativa (5%).

Sommando queste voci - sottolinea lo studio Findomestic - quasi un finanziamento su quattro, dunque, non ha riguardato specifici progetti d'acquisto, ma un sostegno al bilancio familiare in difficoltà di fronte alle spese meno rinviabili.

Per quanto riguarda il quadro dell'utilizzo del credito nel nostro Paese, se già più di un italiano su due aveva richiesto finanziamenti rateali nel corso della sua vita, coloro che hanno affrontato questa esperienza per la prima volta negli ultimi 12 mesi non superano il 5%.

La crisi ha inoltre modificato l'atteggiamento degli italiani verso il credito rateale: 8 consumatori su 10 diffidano dalle offerte di credito che non dichiarano espressamente il Taeg, mentre il 77% ritiene importante il cosiddetto customer care in post vendita, cioè l'esigenza di essere assistiti nella restituzione dalla società che eroga il credito. Per il 76%, infine, è fondamentale avere una garanzia assicurativa soprattutto per prestiti di un certo importo, vale a dire la necessità di una copertura che annulli il debito in caso di impossibilità a restituirlo: infortuni, malattie gravi o anche quella che è diventata una delle prime preoccupazioni, cioè la perdita del posto di lavoro.