21 giugno 2024
Aggiornato 10:00
Industria automobilistica

Cisl: il governo convochi un tavolo di confronto su Termini

«La riconfermata volontà della Fiat di bloccare la produzione di auto a Termini Imerese è grave ed inaccettabile»

ROMA - «La riconfermata volontà della Fiat di bloccare la produzione di auto a Termini Imerese è grave ed inaccettabile non solo per le ricadute negative legate ad una ingiusta dismissione del sito produttivo, ma anche per i pesanti effetti sociali sui lavoratori ed in un territorio tra i più deboli dell'intero paese». Lo dichiara in una nota Luigi Sbarra, Segretario confederale della Cisl.

«La credibilità dell'annunciata strategia di rafforzamento produttivo del Gruppo Fiat in Italia - continua Sbarra - passa necessariamente dal rilancio di tutti i siti industriali, dall'aumento degli investimenti, dall'incremento delle attività, dal miglioramento delle produzioni e di nuovi modelli, dal consolidamento e sviluppo dei livelli occupazionali anche per lo stabilimento siciliano». Per Sbarra «l'amara realtà» e verità che l'Ad Marchionne continua ad ignorare, è che in Italia si producono molto meno auto di quante se ne immatricolano in altri paesi d'Europa e questo dovrebbe impegnare Fiat ad alzare la capacità produttiva, riconsiderare e rivedere i propositi di interrompere la produzione a Termini Imerese, assicurando allo stabilimento un futuro industriale e produttivo».

In tale direzione - per il sindacalista - «anche il Governo Nazionale e le Istituzioni Regionale, in un contesto di assoluta responsabilità devono garantire adeguate e concrete iniziative orientate alla crescita ed allo sviluppo industriale e produttivo nel Paese e nel Mezzogiorno in modo particolare. Il Sud, tra l'altro, non può assolutamente accettare il progressivo smantellamento delle poche realtà industriali presenti, il disimpegno di una grande Azienda come Fiat, la perdita di migliaia di posti di lavoro diretti e dell'indotto». «Il Governo - conclude Sbarra - convochi urgentemente un tavolo di confronto dedicato alla vicenda di Termini Imerese come già richiesto dalla Cisl nella riunione del 22 Dicembre scorso allo scopo di verificare ed impegnare la Fiat al mantenimento produttivo del sito ed anche per finalizzare ogni possibile incentivo o 'bonus' alla salvaguardia della occupazione e delle esigenze sociali».