23 ottobre 2019
Aggiornato 12:30
Industria alimentare

Zimbabwe, la Nestlé chiude azienda di trasformazione latte

Chiusura «temporanea» dopo aver ricevuto pressioni da parte del Governo di Mugabe

GINEVRA - Nestlé chiude una fabbrica nello Zimbabwe. La multinazionale svizzera ha comunicato oggi di aver chiuso «temporaneamente» un centro per la trasformazione di latte nello Zimbabwe, dopo le pressioni esercitate dalle autorità per acquistare la materia prima solo da alcuni fornitori.
Nestlé - riporta oggi Swissinfo online - ha indicato di aver ricevuto il 19 dicembre scorso «una visita non annunciata di responsabili del governo e della polizia» che avevano con sé un camion-cisterna carico di latte proveniente da produttori che non erano sotto contratto con il gruppo.

Dopo il rifiuto della Nestlé di acquistare la materia prima, la polizia ha interrogato e rilasciato il giorno stesso due responsabili della fabbrica.

«Poiché in simili circostanze le attività normali e la sicurezza degli impiegati non possono più essere garantite, Nestlé ha deciso di chiudere temporaneamente la fabbrica», si legge nel comunicato.

Fino al primo ottobre scorso, per far fronte alle difficoltà di approvvigionamento la multinazionale aveva acquistato latte anche da produttori che non erano sotto contratto, in particolare da otto aziende agricole di proprietà della famiglia del presidente Robert Mugabe.

Di fronte alle critiche internazionali, Nestlé aveva smesso di comperare latte da questi fornitori. La multinazionale aveva pure sottolineato di non aver violato il regime di sanzioni deciso dall'Unione Europea e adottato anche dalla Svizzera.