18 gennaio 2020
Aggiornato 03:30

La Farnesina dopo annuncio svizzero: «Era Berna a frenare»

Ieri da Svizzera stop ai negoziati su doppia imposizione

ROMA - All'indomani della decisione della Svizzera di interrompere i negoziati in corso con l'Italia per un accordo sulla doppia imposizione, fonti della Farnesina, interpellate dalle agenzie, rilevano come non risultasse finora una immediata disponibilità svizzera - enunciata invece ieri da parte elvetica - a concludere l'accordo sulla doppia imposizione.

I round negoziali bilaterali - entrambi tenuti a Berna (il 15 e 16 luglio e il 29 e 30 settembre scorso) avevano viceversa fatto emergere - stando a quanto riferito dai negoziatori - forti riserve svizzere. In questo senso e con riguardo allo sviluppo del negoziato - si legge nella nota della Farnesina - appare dunque coerente il fatto che Berna indichi ora di volere sospendere il negoziato stesso».

«Da parte italiana - conclude la nota della Farnesina - a seguito dell'incontro tra i Ministri Mertz e Tremonti, tenutosi a Istanbul il 3 ottobre scorso, si resta comunque ancora in attesa di una risposta ufficiale, da parte elvetica, sulle ipotesi discusse in quell'occasione».

Ieri il presidente della Repubblica federale e ministro delle Finanze, Hans-Rudolf Merz, intervistato dal quotidiano elvetico Blick aveva annunciato l'interruzione dei negoziati in corso con l'Italia per un accordo sulla doppia imposizione sostenendo una tesi diversa. «Da parte nostra l'accordo era vicino alla ratifica, ma interromperemo i negoziati fino a nuovo ordine», aveva spiegato Merz dopo che martedì scorso un'operazione della Guardia di Finanza aveva controllato 76 filiali di banche svizzere e di uffici bancari collegati a intermediari elvetici o situati nei pressi di San Marino. Un'operazione che la Svizzera aveva definito «discriminatoria».