19 gennaio 2020
Aggiornato 21:00
Wsj: «Export e import sembrano aver toccato fondo in 2 trimestre»

Il Commercio mondiale si riprende, spiragli di ripresa economica

Anche se il volume degli scambi resta ben al di sotto dei livelli precedenti la crisi economica e finanziaria

NEW YORK - Il commercio mondiale, che negli ultimi mesi aveva accusato il maggior calo dalla Grande depressione, sta iniziando a riprendersi alimentando le speranze che la ripresa economica sia veramente iniziata. Anche se il volume degli scambi resta ben al di sotto dei livelli precedenti la crisi, le importazioni e le esportazioni nel secondo trimestre sembrano avere toccato il fondo. E il segnala appare particolarmente incoraggiante se si considera che i volumi del commercio durante la crisi erano scesi di più del Pil globale e che, con l'inversione di tale tendenza, la produzione dei Paesi esportatori e nuove assunzioni potrebbero ricevere una nuova spinta.

A passare in rassegna i «germogli» della ripresa del commercio è il Wall Street Journal. A partire dagli ultimi dati statunitensi che, dopo il dato positivo di luglio, hanno visto anche in agosto salire dello 0,2% il valore dell'export Usa portando questo parametro al livello più alto da dicembre, anche se ancora inferiore del 21% rispetto a un anno fa.

Altri segnali di ottimismo vengono dall'Ocse il cui «superindice» suggerisce che le principali economie mondiali stanno iniziando a recuperare. Se in Europa, sono l'Italia e la Francia a mostrare le migliori prospettive, in Asia Cina Corea e Taiwan stanno registrando le migliori performance nelle esportazioni. Eclatante il caso della Corea le cui esportazioni a settembre sono cresciute dell'11,1% settembre, trainate dagli incrementi registrati dais semiconduttori, automobili e dagli schermi a cristalli liquidi. Spriragli di ottimismo anche dalla Cina che, dopo aver registrato in agosto un calo dell'export, ora appare puntare a una ripresa della sua dinamica.

Le cifre ufficiali del commercio globale sono lunghe e complesse da elaborare, ma i dati disponibili puntano a un'inversione di tendenza dalla scorsa primavera. La società privata ginevrina Global Trade Information Services stima che nel secondo trimestre il valore del commercio globale sia ammontato a 2.580 miliardi di dollari, in ascesa rispetto ai 2.410 miliardi del primo trimestre. Livelli comunque ancora distanti dai 3.580 miliardi del secondo trimestre del 2008. Il Fondo Monetario Internazionale prevede che quest'anno nel suo complesso il volume del commercio internazionale sarà inferiore dell'11,9% rispetto a un anno fa segnando un crollo mai visto sin dalla Grande depressione, con una contenuta ripresa del 2,5% prevista nel 2010.

Ripresa non ancora consolidata - La tendenza alla ripresa del commercio, comunque non appare ancora consolidata e incombe sempre l'incognita del protezionismo dei Paesi più sviluppati. Tutto questo mentre i Paesi poveri non hanno ancora visto l'ombra di un «rimbalzo». Gli incassi da esportazioni dei 49 Paesi più deboli del Pianeta nei primi sei mesi del 2009 è crollato del 48% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno, secondo i dati dell'Internazionale Trade Centre, un centro studi sponsorizzato da Onu e Organizzazione mondiale del Commercio (Wto).