5 aprile 2020
Aggiornato 03:00
Agricoltura. Cereali

Progetto grano della Camera di Commercio di Alessandria

La provincia di Alessandria con circa 40.000 ha coltivati a frumento tenero è la più importante provincia cerealicola d’Italia

ALESSANDRIA - La provincia di Alessandria con circa 40.000 ha coltivati a frumento tenero è la più importante provincia cerealicola d’Italia. Solo il valore della produzione, senza considerare l’indotto, vale alcune decine di milioni di euro. E’ chiaro quindi che non si tratta di una produzione di nicchia, ma rappresenta, insieme alla viticoltura, l’ossatura fondamentale dell’agricoltura alessandrina.

La produzione di frumento tenero alessandrino è sempre stata molto apprezzata dagli operatori del settore: si riteneva, infatti, che il grano di Alessandria fosse tra i migliori e quindi tra i più ricercati in Italia.

Negli ultimi anni, però, la situazione economica dei cerealicoltori è permeata di una crisi di cui non si vede la fine: i cereali, «commodities» per definizione, sono scarsamente e difficilmente differenziabili, e subiscono fortemente la concorrenza di prodotti a minor prezzo provenienti dall’estero.

«Per la Camera di Commercio di Alessandria è necessario che le produzioni provinciali raggiungano masse critiche omogenee sotto il profilo qualitativo e igienico sanitario per poter nuovamente ricoprire quel ruolo di rilievo occupato nel passato» - afferma Piero Martinotti, presidente della C.C.I.A.A. di Alessandria, che prosegue - «La filiera del frumento deve attivarsi in tutti i suoi anelli, dal fronte agricolo a quello  dello stoccaggio fino alla trasformazione e l’utilizzazione attuando forme di collaborazione che puntino a valorizzare meglio il prodotto alessandrino».

La valorizzazione del grano raccolto nel nostro territorio è diventato un progetto operativo che, grazie alla C.C.I.A.A. di Alessandria, vede in prima fila le Associazioni Agricole provinciali (Coldiretti, Confederazione Italiana Agricoltori e Confagricoltura Alessandria), le Cooperative e la Provincia di Alessandria.

«Negli ultimi anni il grano provinciale ha subito in modo drammatico le vicissitudini di mercato e andamenti meteorologici sfavorevoli, che hanno compromesso le produzioni di qualità; prezzi bassi, scambi commerciali molto limitati hanno messo i cerealicoltori in ginocchio» - sostiene Lorenzo Galante, presidente della Coldiretti di Alessandria, che aggiunge - «Il settore oggi privilegia grano prodotto magari all’estero a scapito del nostro, esclusivamente per motivi legati alle quotazioni mercantili».

Al Presidente della Coldiretti fa eco il presidente della C.I.A. Carlo Ricagni: «Oggi i nostri coltivatori producono sottocosto. Per la prossima campagna i cerealicoltori potrebbero ridurre la superficie seminata a grano, lasciando incolte vaste aree provinciali. Il danno economico che ne deriverebbe da queste scelte sarebbe incalcolabile: inoltre molto grano ‘pulito’ verrebbe sostituito da altro grano, proveniente da paesi terzi che potrebbero non garantire gli stessi nostri standard igienico sanitari».

Per Gian Paolo Coscia, presidente di Confagricoltura Alessandria «è necessario che gli sforzi degli agricoltori siano rivolti a produzioni di qualità. Corrette pratiche agronomiche e scelte imprenditoriali potranno contribuire a spezzare il pericoloso circolo vizioso nel quale la cerealicoltura provinciale rischia di cadere: prezzi bassi, quindi coltivazioni ‘di rapina’, cioè produzioni ottenute senza il corretto input di mezzi tecnici (utilizzo di semente certificata, apporti corretti di fertilizzanti, difesa antiparassitaria  ove necessaria) con conseguenti scarsi risultati produttivi e qualitativi. Le coltivazioni ‘virtuose’ e i frumenti apprezzati per il loro contenuto tecnico logico e di sicurezza alimentare devono essere valorizzati dalla filiera ».

Il progetto operativo elaborato dalle Associazioni Agricole, con il patrocinio della Camera di Commercio, nella prima fase vede impegnati i soggetti agricoli e, in un secondo momento, tutta la filiera del frumento.

Il progetto ha come obiettivo l’attivazione di una filiera del frumento tutta interna alla nostra provincia che, partendo dal seme, possa arrivare al pane e ai tutti i prodotti da forno.

Si opererà quindi su diverse direttrici, e precisamente:

- attività di monitoraggio della qualità del frumento alessandrino, per comprendere qual è la situazione di partenza e per avere un’informazione di base sull’andamento dell’annata cerealicola;

- attività di campo, per verificare l’adattamento delle diverse varietà coltivate ai differenti areali pedoclimatici della provincia e per testare nuove linee ed incroci che potrebbero essere coltivate nei prossimi anni;

- censimento dei principali soggetti a valle della produzione (stoccatori, trasformatori, utilizzatori) presenti nella nostra provincia e definizione delle potenzialità e delle esigenze;

- proposta di accordo di programma tra i vari soggetti della filiera al fine di valorizzare il prodotto locale con sperimentazione di attuazione di contratti di filiera.

«La C.C.I.A.A. e le Associazioni Agricole credono molto in questo progetto, che ha visto i vertici e i tecnici delle Associazioni e delle Cooperative attivi da parecchi mesi per la definizione delle sue varie articolazioni. Ci attendiamo che tutti gli attori della filiera offrano il loro apporto costruttivo senza il quale non sarà possibile raggiungere questi ambiziosi obiettivi» conclude Piero Martinotti.

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal