5 giugno 2020
Aggiornato 07:00
Agricoltura. Consumi alimentari

Ismea, corrono i consumi bio nonostante la crisi

Una tendenza confermata e rafforzata nel primo semestre 2009, che ha chiuso con una crescita del 7,4% su base annua

ROMA - La crisi non intacca l’appeal dei prodotti biologici, che guadagnano ancora spazio nel carrello degli italiani. In base alle rilevazioni del panel continuativo Ismea/Nielsen, nel 2008, nonostante la recessione e l’andamento stagnante dei consumi nazionali, gli acquisti domestici di alimenti biologici confezionati sono aumentati, in termini monetari, del 5,4% rispetto al 2007. Una tendenza confermata e rafforzata nel primo semestre 2009, che ha chiuso con una crescita del 7,4% su base annua.

La rilevazione - precisa l'Ismea - non include le vendite presso i negozi specializzati ed è riferita, nello specifico, agli acquisti domestici, quelli cioè destinati ai consumi in casa.

A trainare il bio, con aumenti consistenti rilevati sia nel 2008 che nei primi sei mesi del 2009, sono gli ortofrutticoli freschi e trasformati (+19,8% la spesa nel 2008 e +37,8% nella prima metà di quest’anno), le bevande (+2,7% e +11,6%) e le uova (+14,1% e +24,3%), mentre gli acquisti di lattiero-caseari, dopo il più 1,5% del 2008, hanno fatto segnare in questo primo semestre una contrazione del 3,9%.

Negativo, invece, il trend dei prodotti per la prima colazione (caffè, tè, biscotti, dolciumi, ecc.), sia nel 2008, sia nel primo semestre 2009 (-13,8% e -2,8%).

In generale - osserva l’Ismea - l’incremento degli acquisti di prodotti bio acquisisce una valenza maggiore se si inquadra in un ambito più ampio che è quello dei consumi alimentari nel complesso e degli altri prodotti a qualità certificata.

Già nel 2008 il comparto aveva mostrato performance più favorevoli rispetto al resto dei prodotti alimentari, anche in un contesto economico non positivo. E lo stesso orientamento si sta verificando e consolidando nel 2009, con il 7,4% di crescita del paniere biologico che si confronta con uno 0,2% di aumento del totale del mercato agroalimentare e con una riduzione dell’1,8% registrata per i prodotti a marchio Dop e Igp.

A livello geografico il consumo bio - spiega ancora l'Ismea - resta una caratteristica prevalentemente del Nord Italia. Nelle regioni settentrionali si concentra infatti più del 70% degli acquisti nazionali (il 44,1% nel Nord-Ovest e il 27,2% nel Nord-Est), mentre il Centro, inclusa la Sardegna, e il Meridione rappresentano rispettivamente il 19,7% e il 9% del totale.

Riguardo infine ai singoli canali distributivi, è proseguita la crescita della grande distribuzione organizzata. Le vendite di prodotti bio negli iper e nei supermercati hanno fatto segnare aumenti, per entrambi, di oltre il 5% nel 2008 e rispettivamente del 13,5 e del 5,4 per cento nel primo semestre 2009.

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