21 giugno 2021
Aggiornato 20:30
Polemiche sui prezzi dei farmaci

MDC: «Farmaci aumentati non per le liberalizzazioni»

«Ma per la fine del blocco dei prezzi»

ROMA - «Le affermazioni di Federfarma, secondo cui l’aumento dei prezzi dei farmaci sarebbe il fine a cui tendevano le liberalizzazioni di Bersani è ridicola e tendenziosa. E spiace che a offrire l’occasione per queste clamorose bugie sia un’indagine condotta da Altroconsumo, autorevole associazione di consumatori, che dal canto suo parla di «strani effetti della liberalizzazione»». Lo dichiara Antonio Longo, Presidente del Movimento Difesa del Cittadino (MDC).

«In realtà, - continua Longo - sia Altroconsumo che Federfarma ignorano o dimenticano che dal 1° Gennaio 2008 è terminato il blocco dei prezzi dei listini industriali, che era in atto dal 2004, come stabilito dalle Finanziarie precedenti. Gli aumenti dei prezzi al consumo segnalati da Altroconsumo e dal Corriere della sera, quindi, non possono essere attribuiti alla liberalizzazione, che invece permette proprio quella differenziazione dei prezzi stessi evidenziata dalla stessa indagine».

«Anzi, è proprio grazie alla concorrenza tra farmacie, parafarmacie e Grande Distribuzione Organizzata – spiega Longo - che il consumatore può avere molti più punti di vendita dei farmaci da banco, varietà di prezzi al consumo e maggiore scelta tra prodotti diversi. Il prezzo di questi farmaci è, dunque, fissato in totale autonomia da ciascun titolare di farmacia o d’esercizio autorizzato alla vendita. Farmacie, parafarmacie e punti vendita all’interno della grande distribuzione sono, dunque, formalmente liberi di applicare il prezzo che desiderano, e non esisterà più un massimo di riferimento per il pubblico».

«Il Garante dei prezzi (all’epoca Antonio Lirosi) aveva iniziato a esercitare l'azione di moral suasion già dai primi mesi del 2008 per evitare l'effetto fionda dei prezzi industriali dopo il blocco di diversi anni.  E le industrie farmaceutiche avevano tenuto i prezzi fermi o praticato ritocchi dei listini nell'ordine massimo del 5%. Dal 2009 la revisione dei listini industriali è stata superiore».

«Gli aumenti dei prezzi delle confezioni di medicinali da banco fino all'8% negli ultimi due anni – conslude il Presidente del Movimento Difesa del Cittadino  - non sono quindi da attribuire alle parafarmacie - che in alcuni casi hanno ridotto i loro margini per essere competitivi  - né alla liberalizzazione della vendita, bensì alle industrie che hanno approfittato della fine del regime di blocco dei prezzi industriali».