19 novembre 2019
Aggiornato 13:00
Industria alimentare

Kraft, il gigante alimentare USA vuole i dolci inglesi Cadbury

Per aumentare fatturato a 50 mld e salire al 15% del mercato

LONDRA - I mercati mondiali sono stati svegliati in questo inizio di settimana dall'annuncio a sorpresa del gruppo alimentare americano Kraft, un gigante dei cibi preconfezionati, sull'intenzione di acquistare Cadbury, storica casa britannica di dolciumi. Sul piatto ha messo 10,2 miliardi di sterline, o 11,7 miliardi di euro, offerta già respinta dal gruppo Gb che la giudica troppo bassa. Ma Kraft non appare minimamente intenzionata a demordere e si dice pronta a trattare un accordo, per un'operazione che le consentirebbe di raggiungere un fatturato annuo da 50 miliardi di dollari e occupare il 15 per cento di tutto il mercato globale dei cibi preconfezionati.

La stampa finanziaria anglosassone rileva che secondo gli analisti questa partita potrebbe rivitalizzare i consolidamenti in tutto il settore, già in corso da tempo, mentre la crisi economica non ha risparmiato dolciumi e barrette di cioccolata. A Kraft darebbe la possibilità di posizionarsi in maniera solida nei mercati emergenti, dove non è mai riuscita a inserisrsi efficacemente e dove Cadbury è ampiamente presente graie al retaggio del Commonwealth Gb. Quanto a quest'ultima, inglobata in un gruppo ben più grande si troverebbe in grado di reagire alle crescenti difficoltà nel segmento dei chewingum, dopo che lo scorso anno un altro gigante degli snack dolci, il gruppo Mars si è mosso con decisione rilevando Wrigley, primo produttore mondiale di 'gomme americane'.

Secondo le stime degli analisti Cadbury detiene un 10,3 per cento del settore dei dolci preconfezionati, secondo al mondo dietro al gruppo Mars, che conta per il 14,8 per cento. Kraft è terza con un 4,5 per cento. Nel settore delle gomme da masticare Cadbury vanta un 28,4 per cento, laddove la quota di Kraft è limitata allo 0,1 per cento. Se l'annuncio di Kraft ha avuto un effetto sorpresa, questo scenario era stato ipotizzato da alcuni esperti che non escludono offerte rivali.

IL PRETENDENTE - Kraft è un gigante dell'industria dei cibi confezionati e precotti che conta 98 mila dipendenti a livello mondiale. Controlla stabilimenti in circa 70 paesi e vende i suoi prodotti in oltre 150 paesi. Lo scorso anno il fatturato totale ha superato i 42 miliardi di dollari mentre la capitalizzazione in Borsa delle azioni Kraft supera i 41 miliardi. A livello operativo è suddiviso in due grandi blocchi: la Kraft North America che opera su Stati Uniti e Canada e la Kraft International che segue il resto del mondo.

Il portafoglio produttivo di Kraft è piuttosto ampio tra dolce e salato e i marchi controllati più conosciuti a livello mondiale spaziano dal formaggio molle Philadelphia, ai cioccolati Toblerone, Milka e Cote d'Or, ai biscotti LU. In Italia questo gruppo controlla anche i marchi di caffè Splendid e Hag, la carne in scatola Simmenthal e le paste da snack Spuntì. Nei formaggi, oltre al Philadelphia sono diffuse anche le sue sottilette, i fiocchi di latte Jocca; sempre in Italia commercializza la sua omonima maionese il ketchup MatoMato e vari tipi di sughi per paste.

LA PREDA - Cadbury ha adottato questa denominazione solo lo scorso anno, dopo una svolta nella sua storia con la cessione delle attività sui soft drink che controllava negli Usa: la vendita delle bibite Schweppes al gruppo Dr Pepper Snapple. Da Cadbury Schweppes il nome è diventato Cadbury, che ora è specializzata nel segmento dolciario. Le attività operative sono suddivise in sette aree regionali: Gran Bretagna, Irlanda, Europa, Nord America, Sud America, Medioriente-Africa.

Cadubury conta 46 mila dipendenti a livello mondiale, lo scorso anno ha realizzato un fatturato da 5,7 miliardi di dollari e utili per 287 milioni. La sede sociale è in Gran Bretagna e i suoi prodotti sono conosciuti e diffusi soprattutto fuori dall'Italia, come le barrette di cioccolata Dairy Milk o le gomme da masticare Trident. Nella penisola sono diffuse le caramelle balsamiche Halls.

IL POSSIBILE CONTENDENTE - Oltre a possibili questioni antitrust, se c'è una potenziale fonte di difficoltà per le ambizioni di Kraft, secondo gli analisti è in una eventuale confrofferta del gigante svizzero Nestlé. Da solo questo gruppo è già più grande di Kraft e Cadbury messe assieme: Nestlé conta 283 mila dipendenti, con impianti produttivi praticamente in ogni paese della Terra. Nel 2008 ha realizzato un fatturato da oltre 103 miliardi di dollari e un utile netto da 17 miliardi circa. La sua capitalizzazione in Borsa supera i 140 miliardi di dollari mentre i merchi controllati con un'ampia diffusione globale non si contano.

Oltre ai numerosi tipi di cioccolate omonime e al caffè istantaneo Nescafé e ai sistemi Nespresso, in Italia questo gigante alimentare controlla anche i marchi Buitoni e Maggi, e i marchi di gelati Antica Gelateria del Corso e Maxibon.

LE CARTE IN TAVOLA - Per Cardbury l'offerta finora avanzata da Kraft è pari a 10,2 miliardi di sterline totali, che corrispondono a 745 pence per azione (7,45 sterline). La proposta è mista in contanti e titoli, ogni azione Cadbury verrebbe pagata con 300 pence cash a cui si aggiungerebbero 0,2589 azioni Kraft di nuova emissione. La proposta è del 31 per cento più elevata rispetto al prezzo di chiusura di Cadbury venerdì scorso a Londra, a 568 pence. Ma l'andamento della società bersaglio rileva in maniera abbastanza evidente che il mercato scommette su rilanci: negli scambi pomeridiani il titolo galoppa del 38,2 per cento a 785 pence.

Wall Street oggi è chiusa per la festività del labor day, venerdì Kraft aveva chiuso con un più 0,39 per cento a 28,10 dollari. Negli scambi pomeridiani a Zurigo le azioni Nestlé segnano un più 0,97 per cento a 43,74 franchi. Kraft ha un indebitamento da circa 20 miliardi di dollari e ha precisato che per finanziare l'operazione non intende aprire nuove linee di credito, ma che farebbe ricorso al mercato tramite emissioni di azioni e bond.