21 settembre 2019
Aggiornato 17:30
CRISI ECONOMICA

Fmi: economia si stabilizza. Asia recupera, Eurozona in crisi

Italia brusco peggioramento stime Pil 2009 a -5,1%,meglio in 2010

ROMA - Il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita globale del 2010 collocandole al 2,5% con un miglioramento di 6 decimi di punto rispetto alle stime del World Economic Outlook di aprile. E ha peggiorato di un decimo di punto le stime 2009 al -1,4%.

Per l'Italia l'istituzione di Washington ha drasticamente rivisto al ribasso (-0,7 punti) le stime per quest'anno portandole a un calo del Pil del 5,1% migliorando quelle del 2010 di 3 decimi di punto a -0,1%.

L'economia globale - si legge nell'aggiornamento del World Economic Outlook pubblicato in concomitanza con l'inizio del vertice G8 dell'Aquila - sta iniziando a tirarsi fuori da una recessione senza precedenti nell'era dopo la seconda guerra mondiale, ma la stabilizzazione è irregolare e si prevede che la ripresa sarà lenta».

SISTEMA FINANZIARIO DEBOLE - Il Fondo sottolinea che «le condizioni finanziarie sono migliorate più delle previsto, principalmente a causa dell'intervento pubblico, e i dati recenti suggeriscono che il tasso di diminuzione dell'attività economica sta rallentando anche se in diversa misura tra le diverse aree. Malgrado tali segni positivi, la recessione globale non è finita, e si prevede che la ripresa sia lenta, mentre il sistema finanziario resta debole, il sostegno delle politiche pubbliche diminuirà gradualmente e le famiglie che hanno sofferto dello sgonfiamento del prezzo delle attività ricostituiranno i loro risparmi».

RIPRESA DEBOLE - La buona notizia - ha sintetizzato il capoeconomista del Fondo, Olivier Blanchard - è che le forze che stanno tirando giù l'economia stanno diminuendo d'intensità. La cattiva notizia è che le forze che stanno tirando su l'economia sono ancora deboli. L'equilibrio tra le due si sta spostando lentamente e questo ci porta a prevedere che, anche se l'economia mondiale si trova ancora in recessione, la ripresa sta arrivando, ma probabilmente sarà debole».

Le nuove stime di crescita globale prendono spunto da un miglioramento delle previsioni per la prima economia del mondo, gli Stati Uniti, che passano a un calo del 2,6% del Pil nel 2009 (+0,2 rispetto alle previsioni di aprile) e a un +0,8% nel 2010 (+0,8). Ancora contrastate le condizioni di Eurolandia, che segna un peggioramento di 0,6 punti al -4,8% quest'anno e un miglioramento di 0,1 punto a -0,3% nel 2010.

CINA ED INDIA - A sollevare il bilancio complessivo dell'economia globale saranno Cina e India che cresceranno più delle previsioni con la Cina che quest'anno metterà a segno un +7,5% e l'India un +5,4% con rialzi consistenti rispetto alle precedenti stime e pari rispettivamente a +1% e a +0,9%. E con miglioramenti analoghi anche per il 2010 quando la Cina crescerà dell'8,5% e l'India del 6,5%. «Dopo un primo trimestre duro - ha spiegato Blanchard - l'Asia è predisposta a una performance migliore di quella che avevamo previsto. E questo in parta non piccola è dovuto ai forti stimoli fiscali in Cina e in India dove abbiamo rivisto le previsioni di quasi l'1% sia per il 2009 sia per il 2010. La performance dell'Asia ha riacceso i discorsi su uno sganciamento del continente e su di una sua ripresa autonoma. Ma non crediamo che succederà. I legami dell'Asia all'economia mondiale sono troppo forti e una piena ripresa in Asia richiederà una piena ripresa mondiale».