CIA: danni per milioni di euro all’agricoltura
Subito lo stato di calamità e sospensione dei pagamenti fiscali e contributivi. Urgente il finanziamento del Fondo di solidarietà
ROMA - Il maltempo sta mettendo in ginocchio l’agricoltura in molte regioni. E’ soprattutto la grandine a provocare i danni maggiori che, ormai, si contano in milioni di euro. Molti sono i frutteti andati completamente distrutti. Ma conseguenze si hanno anche per i vitigni, gli ortaggi (in particolare pomodori), per le coltivazioni di angurie e meloni, per il grano ancora non raccolto e per il mais.
E’ indispensabile, quindi, per le zone colpite dichiarare subito lo stato di calamità naturale e sospendere tutti i pagamenti fiscali, i contributi previdenziali e le cambiali agrarie e proroga dei mutui. E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori preoccupata per i gravi riflessi negativi che stanno subendo tantissimi agricoltori che stanno già vivendo un momento di grande incertezza soprattutto a causa del mancato finanziamento del Fondo nazionale di solidarietà per le calamità naturali.
E proprio la mancanza dell’ombrello protettivo dei contributi pubblici (come è avvenuto sino allo scorso anno), rischia di vedere molte aziende costrette a chiudere i battenti per i costi insostenibili e di un drastico crollo dei redditi. «In questi ultimi giorni -ha affermato il presidente della Cia Giuseppe Politi intervenendo ad una manifestazione della Cia Basilicata a Scanzano Jonico- registriamo danni ingenti alle colture. Uno scenario che non ha finora risparmiato alcuna regione, visto che il maltempo si è abbattuto a macchia di leopardo in tutto il Paese. Dal Nord al Sud le conseguenze sono disastrose. Ci sono effetti irreversibili per molti dei frutteti devastati dalla grandine. Gli agricoltori rischiano di raccogliere solo tra un paio d’anni».
«Per questo motivo -ha sostenuto il presidente della Cia- sollecitiamo ancora una volta il governo a trovare una rapida soluzione per il finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale. Di promesse ne sono state fatte troppo. Ora vogliamo atti concreti. Allo stesso premier Silvio Berlusconi, che nelle scorse settimane si era impegnato personalmente a risolvere la delicata questione, chiediamo di dare effettivo seguito alle sue affermazioni. Gli agricoltori non possono continuare ad operare in un contesto dove l’incertezza regna sovrana».
«E’ quanto mai urgente -ha rimarcato Politi- che si trovino le risorse necessarie per finanziare adeguatamente il Fondo, senza, però, che vengano sottratti altri finanziamenti già previsti per il settore. Occorre che il governo dia una risposta chiara e definitiva. Non si può ulteriormente tergiversare. I danni sono già molti e il settore non ne può certo sopportare altri. L’imperativo categorico è agire bene e in fretta».
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