23 ottobre 2019
Aggiornato 04:30

Coldiretti: triplica import carne uruguaiana per bresaola

E’ quanto afferma la Coldiretti, sulla base di una analisi dei dati Istat relativi al primo bimestre dell’anno

Nel 2009 sono più che triplicate (+355 %) le importazioni in Italia di carne bovina dall’Uruguay che sono in gran parte destinate alla produzione di bresaola della Valtellina. E’ quanto afferma la Coldiretti, sulla base di una analisi dei dati Istat relativi al primo bimestre dell’anno, nel chiedere l’immediato avvio di controlli sanitari dopo il sequestro di 4.588 chili di carne avariata di provenienza uruguaiana destinata alla produzione di bresaola in uno stabilimento della Valtellina.

DUBBI DELLA UE - La stessa Unione Europea ha avanzato seri dubbi sulla qualità della carne importata dai paesi del Sudamerica tanto che a partire dal 31 gennaio 2008 le importazioni di carne bovina dal Brasile sono autorizzate solo se provenienti da un elenco di allevamenti selezionati «che rispettano interamente gli obblighi comunitari in materia di importazione». Anche per questo - precisa la Coldiretti - le importazioni dal Brasile sono crollate e si sono impennate quelle dall’Uruguay che hanno raggiunto ben 1,6 milioni di chili nel primi due mesi del 2009 (+355 per cento).

INDICARE PROVENIENZA IN ETICHETTA - Resta il fatto che l'uso strumentale di una denominazione di grande eco come la bresaola per giustificare importazioni a basso costo ed elevato rischio sanitario è - continua la Coldiretti - un grave attentato ai veri interessi dell'agricoltura italiana e dei suoi imprenditori a vantaggio del falso Made in Italy che nulla ha a che fare con la materia prima nazionale. Per questo - conclude la Coldiretti - è necessario estendere a tutti i prodotti l’obbligo di indicare la provenienza della materia prima impiegata per consentire scelte di acquisto consapevoli ai consumatori.