5 dicembre 2019
Aggiornato 20:00
Ieri al Parco Tecnologico Padano di Lodi

Partecipazione record al convegno camerale sull’arbitrato per le società

200 tra avvocati commercialisti

LODI - Si è tenuto ieri, 7 maggio, alla sala congressi del Parco tecnologico Padano l’incontro promosso dalla Camera di Commercio di Lodi e dalla Camera Arbitrale di Milano rivolto a  sviluppare la cultura dell’arbitrato tra società,  fornire conoscenza  applicativa e  favorire il confronto tra chi già opera.

Duecento circa i partecipanti ai quali ha portato il saluto del presidente della Camera di Commercio di Lodi, dottor Enrico Perotti, il dottor Paolo Sabbia, membro della Giunta camerale.

Le relazioni, ampie e convincenti sono state svolte dall’avvocato Paolo Benazzo, professore di Diritto commerciale all’Università di Pavia, che ha ragguagliato sui riferimenti  in materia di arbitrato, in particolare per quali società e per quali controversie è previsto l’arbitrato societario; da Rinaldo Sali, Vice-segretario generale della Camera Arbitrale di Milano, che ha affrontato l’argomento della «Redazione della clausola compromissoria e della nomina degli arbitri», sulla base dei casi verificati dalla Camera Arbitrale di Milano; dall’avvocato Filippo Corsini, che ha affrontato aspetti del nuovo arbitrato dopo la riforma del 2006, evidenziandone problematiche e potenzialità.

A conclusione, si è svolta una tavola rotonda alla quale hanno contribuito Pier Luigi Stolfi, Presidente della Sezione civile del tribunale di Lodi, Giorgio Bottani, Presidente dell’Ordine degli avvocati di Lodi, Emilio Bruschi, Presidente dell’Ordine Commercialisti ed Esperti Contabili di Lodi, Maria Nives Iannaccone, Consigliere dell’Ordine dei Notai di Lodi.

I dati ufficiali sull’amministrazione della giustizia civile evidenziano le difficoltà che tuttora esistono nel garantire in modo consono ai cittadini e alle imprese la tutela dei propri diritti. La disciplina in itinere del processo civile, approvata dalla camera il 2 ottobre 2008, è caratterizzata da importanti scelte a favore della composizione negoziale delle liti. Con la propria offerta di servizi di arbitrato e di conciliazione il sistema delle Camere di Commercio adempie a un ruolo che ormai non è più soltanto alternativo, bensì complementare all’amministrazione della giustizia.

La legge 580/1993, attuando il riordino delle Camere di Commercio, ha conferito agli enti camerali l’esercizio di funzioni, prima inedite, di regolazione del mercato. In particolare, lo svolgimento di attività diversificate e complementari, quali l’accertamento di clausole inique nei contratti, la predisposizione di contratti tipo, la tutela della concorrenza, l’amministrazione delle controversie, la prevenzione e sanzione dei reati contro l’economia pubblica, l’industria e il commercio. A sua volta la riforma del diritto societario ha riconosciuto una maggiore rilevanza all’ente camerale, rendendo obbligatorio per le società in controversia il ricorso alla conciliazione.

Arbitrato e conciliazione rappresentano pertanto una parte rilevante dei compiti attualmente assegnati al sistema delle Camere di Commercio, compiti che da un lato contribuiscono alla diminuzione della domanda di giustizia «togata» e nello stesso tempo ad assicurare la rapidità nella risoluzione della lite e, dall’altro, a far conoscere e diffondere la via extragiudiziale nella risoluzione delle controversie.