27 febbraio 2020
Aggiornato 21:30

Burzi (FI-PDL) sull’intesa Fiat-Chrysler

«Di fronte al silenzio della Giunta, chiediamo un confronto in un consiglio aperto»

TORINO - «Mentre apprendiamo che i sindacati americani hanno siglato un’intesa soddisfacente in merito all’alleanza Fiat-Chrysler, grazie in particolare all’indiscussa abilità di Marchionne, non possiamo non rimarcare la totale assenza della Regione in merito non tanto al contenuto dell’accordo, quanto alle prospettive e alle ricadute sul tessuto produttivo piemontese». Questo il commento di Pdl e Lega Nord sull’evoluzione della trattativa tra le due case automobilistiche.

«Nel momento in cui tutto il mondo si interroga sul ruolo strategico che, auspicabilmente, potrà avere il Gruppo Fiat nel mercato globale dell’auto, da piazza Castello la presidente Bresso fa la prima della classe e bacchetta saccentemente l’Unione Europea dimenticando che sul territorio piemontese sono localizzati importanti siti produttivi di Fiat e di aziende dell’automotive», spiega il presidente del Gruppo consiliare Fi-Pdl Angelo Burzi.

«Ci piacerebbe capire come la Giunta intenda affrontare, finalmente, una politica industriale in grado di coniugare lo sviluppo internazionale con la salvaguardia delle unità produttive ed occupazionali presenti sul territorio. Ricordiamo – prosegue l’esponente azzurro – come finora l’intervento da parte della presidente Bresso e della sua maggioranza si sia limitato all’acquisizione di terreni nell’area di Mirafiori, senza che peraltro di questi ne sia ancora stato determinato l’utilizzo. Di fronte a questo nuovo scenario, che muta radicalmente il peso, la dimensione e il ruolo della Fiat, sorprende, ma nemmeno troppo conoscendone l’ignavia nelle politiche industriali, il silenzio dell’esecutivo regionale».

«Pertanto a nome di tutta l’opposizione - conclude Burzi - chiedo un confronto aperto a tutte le forze economiche, sindacali e sociali, nella sede competente, che è l’Aula consiliare».