24 giugno 2021
Aggiornato 02:31
Secondo il rapporto della Camera di Commercio sui dati provvisori Istat

Export: il made in Lucca chiude il 2008 con -8,5%

Bene cantieristica e alimentare. In picchiata le calzature

LUCCA - Come si poteva prevedere il termometro delle esportazioni scende sotto zero sia per Lucca che per la Toscana. Secondo il rapporto che l’ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio ha elaborato, come di consueto, sui dati Istat, l’export della nostra provincia ha infatti chiuso il 2008 con un -8,54%, a fronte di una media regionale pari a -5% ed una media nazionale di +0,3%.

Per comprendere in modo più corretto il significato di questi movimenti, secondo gli esperti camerali, è comunque necessario precisare che i valori 2008 sono provvisori e probabilmente meno ottimistici rispetto a quelli definitivi, che saranno disponibili solo agli inizi del 2010. E, spesso, i risultati finali risultano migliori. Del resto, considerando solo i dati provvisori sia del 2008 che del 2007, la contrazione sarebbe meno accentuata e si assesterebbe intorno a –5,2%.

In ambito regionale si notano significative differenze tra una provincia e l’altra: tra Grosseto, che sconta il peggior risultato (-21,4%) e Livorno, che fa segnare la performance migliore (+11,5%), Lucca si colloca dunque in posizione intermedia.

Nel settore Moda, Lucca contrae le proprie esportazioni di calzature del 32%. Unico nuovo partner il Canada, a fronte di una forte diminuzione i primi 4 Paesi in graduatoria (Francia, Regno Unito, Stati Uniti e Germania). Leggermente negativa la situazione delle calzature anche a Firenze (-1%) che però, a differenza della nostra provincia, produce anche calzature di notevole pregio e qualità; queste ultime non hanno subito flessioni nelle vendite, come spesso accade nei momenti di crisi, quando un certo tipo di clientela sembra non accusare sofferenze nell’acquisire prodotti particolarmente costosi.

Una situazione, questa, che trova conferma nei dati della cantieristica, che continua a sostenere il Made in Lucca con vendite all’estero che aumentano del 10%, ma gli andamenti del mercato della nautica sono difficili da prevedere, vedi quanto si è verificato in altre province toscane aderenti al distretto della nautica (Livorno –20% e Pisa –59%). Quando, alcune importanti commesse vengono annullate - dato che si tratta di un prodotto ad altissimo valore – le variazioni subiscono delle variazioni molto consistenti.

L’industria metalmeccanica rileva una variazione negativa a causa degli andamenti del rame, bene invece per le macchine per impieghi speciali (+1%). Molto negativa anche la situazione delle esportazioni di materiale elettrico e meccanica di precisione (-20%).

Una riflessione particolare merita il mercato della carta, che in Toscana è quasi interamente rappresentato dalla produzione lucchese. La variazione negativa del 13,7% si spalma fra i vari Paesi clienti abituali come la Francia, che contrae del 22,5% i suoi acquisti di articoli di carta e cartone o la Germania del 28%. Solo la Spagna rileva un leggero aumento.

Sorprendentemente, invece, la Germania  diventa fornitore di pasta da carta e porta il valore dell’import da 37,6 milioni di euro del 2007 a 50,4 del 2008. Nel complesso, comunque, anche le importazioni di pasta da carta subiscono una flessione, il che denota una stasi delle lavorazioni. Un rallentamento confermato peraltro dal notevole aumento delle ore di CIG accordate proprio agli inizi di questo anno per i lavoratori del settore.

Le esportazioni del mercato alimentare reggono (+8,8%), sorrette dal fiorente mercato dell’olio (+13,47%), così come rilevato anche per le altre province della Toscana.

La bilancia commerciale di Lucca appare comunque ancora con il segno più, anche se il saldo tra le esportazioni e le importazioni è minore rispetto a quanto rilevato nel 2008. Anche la Toscana presenta un saldo positivo a differenza dell’Italia, che si contraddistingue per una bilancia commerciale costantemente in rosso, con le importazioni che superano, per valore assoluto, le esportazioni.

Infine, tornando a Lucca e analizzando le aree di destinazione, il peggior risultato è proprio quello verso i paesi dell’Unione Europea, che rilevano una contrazione del 15% e il cui peso sul totale export è notevole (56,6%). In aumento, invece, le esportazioni verso l’Africa, il cui peso sul totale però è marginale. 

Il distretto lapideo apuo-versiliese resiste alla crisi grazie alle produzioni di elevata qualità. Secondo le elaborazioni curate da IMM, nel 2008 sono partite verso il mercato internazionale 1 milione e 57mila tonnellate di pietra, per un valore complessivo che sfiora quota 497 milioni di euro. Dal raffronto con le performance del 2007, il saldo è positivo (+2%) per i volumi ma negativo per i valori (-5%).

A trainare le esportazioni è stato il marmo tagliato in blocchi e lastre, che ha chiuso il 2008 con un incremento che sfiora il 17% nelle quantità e supera il 15% nel peso del business. In leggero decremento il giro d’affari legato all’export dei prodotti lavorati in marmo. Il bilancio più pesante riguarda, ancora una volta, le lavorazioni del granito che subiscono perdite a due cifre: -27% in quantità e –24,5% in valore.

Le maggiori criticità provengono infine, dagli Stati Uniti e dal Nord America con un calo del 18% rispetto al 2007. Stabile il mercato del Medio Oriente.