18 giugno 2021
Aggiornato 16:00

FIAT, Economist: Cura-shock per Chrysler se stringe alleanza

Marchionne «bulldozer che travolge gerarchie che non funzionano»

Sarà una cura-shock quella che subirà l'americana Chrysler se nei tempi previsti si riuscirà a chiudere l'accordo per l'alleanza con Fiat. Lo sostiene il settimanale The Economist, citando fonti della casa del Lingotto in un articolo che passa in rassegna i progetti e le trattative dell'amministratore delegato, Sergio Marchionne, sul gruppo statunitense.

Secondo il settimanale il manager italo canadese «è abituato alle alte poste di poker industriale». E si distingue dai modi di operare del panorama manageriale della penisola, dove i dirigenti tendono a muoversi con cautela cercando ampi consensi. Invece Marchionne «procede come un bulldozer, travolgendo sulla sua strada politiche e gerarchie aziendali che non funzionano».

Così ha fatto a Fiat nel 2005 e così, secondo The Economist, in edicola domani, potrebbe accadere anche a Chrysler. Per la gestione si profila un modello simile a quello adottato da Carlos Ghosn, il manager di Renault, quando venne stretta l'alleanza con Nissan: «Marchionne si dividerà tra i due gruppi».

Ma intanto «gli italiani sono rimasti colpiti da quanto ancora sovrabbondante sia il personale getionale di Chrysler, nelle comunicazioni esterne è quasi il decuplo rispetto a Fiat, e di quanto sia lento e faragginoso il processo decisionale». Tanto che un altro dirigente citato dal settimanale avverte: se le cose andranno in porto a Chrysler subiranno un vero «shock».

Infine, «l'idea che Chrysler possa essere salvata usando la stessa cura che ha funzionato a Fiat da sola non spiega per quale motivo Marchionne» stia procedendo su questa strada. Secondo il settimanale è anche una questione di indole. Il manager ritiene che la crisi mondiale sta favorendo tendenze di fusioni e aggregazioni nel comparto. E «anche se potrebbe non ammetterlo apertamente - conclude l'articolo - ci sono molte più eccitazioni e soddisfazioni a fare la parte del predatore che quella della preda».