17 novembre 2019
Aggiornato 16:30

Disponibili i dati del 1° trimestre 2009 sulla nati-mortalità delle imprese molisane

Le imprese della regione cercano di resistere alla crisi

CAMPOBASSO - Il primo trimestre 2009 si chiude per il Molise con una movimentazione della nati-mortalità delle imprese che genera un saldo negativo tra imprese avviate ed imprese cessate di 322 unità (di cui –268 in provincia di Campobasso e –54 in quella di Isernia).

Il bilancio del trimestre, tradizionalmente negativo per via del concentrarsi delle cancellazioni a fine anno, è frutto della differenza fra le 585 imprese che hanno deciso di iniziare una nuova attività imprenditoriale e le 907 imprese che hanno deciso di chiudere i battenti. Alla fine del primo trimestre 2009 le imprese registrate risultano 25.642 unità e le attive 32.449 unità.

In realtà, il confronto con lo stesso trimestre del 2008, fa emergere una brusca frenata delle nuove aperture che passano da 707 a 585 piuttosto che nelle chiusure, segno che gli imprenditori molisani stanno resistendo alla tentazione di «abbassare» le saracinesche.

Più ottimisti sembrano gli imprenditori delle imprese artigiane (anche se il saldo resta negativo di –148 imprese)103 nuove aperture rispetto alle 109 del primo trimestre 2008 e 251 chiusure rispetto alle 216 dello stesso trimestre dello scorso anno.
La battuta d’arresto si riflette principalmente sulle imprese individuali che presentano un saldo negativo di 381 unità (rispetto alle –285 unità del 1° trimestre 2008). In crescita al contrario (anche rispetto allo stesso trimestre del 2008) le società di capitali + 52 unità.
Saldo con segno negativo per tutte le forme giuridiche delle imprese artigiane molisane: -134 ditte individuali, -7 società di persone e –6 società di capitali.

«I dati di questi primi mesi del 2009 – commenta il presidente di Unioncamere Molise, Paolo di Laura Frattura – indicano che gli imprenditori stanno facendo al meglio la loro parte, di fronte ad una crisi a cui non intendono rassegnarsi. Le imprese molisane stanno affrontando con responsabilità grandissimi sacrifici per restare sul mercato soprattutto sul fronte del credito. Il compito delle Camere di Commercio, da questo punto di vista, deve quindi continuare ad essere quello di proseguire sulla strada della sinergia istituzionale per monitorare la situazione finanziaria nazionale e locale affinché si rafforzino i sistemi di garanzia e consolidamento per il credito alle imprese in difficoltà.»