19 novembre 2019
Aggiornato 05:30
Le associazioni: nessuna scorciatoia di accesso alle professioni

Professioni, Colap: il sistema duale rappresenta la realtà professionale

“Apriamo un dibattito produttivo. No a posizioni ideologiche”

ROMA - «Condividiamo a pieno le dichiarazioni del neo presidente del Cup, Marina Calderone, sul fatto che gli ordini sono cosa diversa dalle associazioni professionali. Da oltre dieci anni il Colap ribadisce l’importanza di un sistema duale e sinergico delle professioni composto tanto da ordini quanto da associazioni, affatto alternativi bensì complementari, necessari entrambi per rappresentare in modo efficiente la realtà professionale italiana». Questo il commento di Giuseppe Lupoi, presidente Colap, all’ennesimo atteggiamento antagonista assunto dagli ordini professionali in occasione dell’incontro di ieri al Cnel.

IL Colap nega con forza la realtà delle dichiarazioni del Presidente Cup quando afferma che le associazioni professionali sono una scorciatoia di accesso alle professioni, ribadendo piuttosto l’importanza di questo sistema professionale di tipo accreditatorio, dinamico e flessibile, unico in grado di dare una risposta  alle esigenze reali della società civile e conseguenza di uno sviluppo economico e di una evoluzione tecnologica continua».

«Siamo stanchi di sentir parlare di ricorsi, di confusione nell’interpretazione della direttiva sulle qualifiche professionali (36/2005) e di anomalie del dlgs di recepimento italiano n. 206/2007» – commenta Lupoi. Le associazioni professionali esistono e rappresentano al loro interno milioni di lavoratori della conoscenza che esercitano con grande professionalità le loro attività dimostrando ogni giorno, con il successo che hanno presso l’utenza, la loro utilità sociale e la qualità dei loro servizi».

«Invitiamo il nuovo presidente Cup – conclude Lupoi -  ad aprire un dibattito più produttivo, che ponga fine a questo antagonismo, dannoso per l’intera categoria, e coinvolga nella discussione chi troppo spesso non viene considerato in queste riflessioni, il cittadino/utente, poiché siamo convinti che le posizioni ideologiche non portino da nessuna parte».